Il mare come non lo avete mai visto

Articoli presenti nella categoria 'Personaggi'

L'agonia della nave imprigionata
e stritolata dai ghiacci dell'Antartide

Le immagini sono il miglior supporto per documentare i viaggi, specialmente quelli per mare. La storia delle grandi esplorazioni, realizzate soprattutto all’inizio del Novecento, era supportata da documenti scritti mentre era molto più carente di immagini. Le difficoltà tecniche e le dimensioni delle apparecchiature fotografiche rendevano molto difficile documentare adeguatamente i viaggi. Se parliamo poi di esplorazioni polari dobbiamo aggiungere, alle normali problematiche, le difficoltà ambientali dovute all’umidità, al freddo e all’ambiente marino. Il libro Schackleton in Antartide rappresenta invece una straordinaria eccezione.

pubblicato il 7 Gennaio 2026 da | in Personaggi, Storie | tag: Frank Hurley, Riccardo Sassoli, Schackleton in Antartide, tragedia dell’Endurance | commenti: 3
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Quadri di mare più famosi, c'è un'autentica
falsaria pronta a farvene una copia perfetta

Nel romanzo "Il cimitero di Praga", di Umberto Eco, tutti i personaggi principali sono realmente esistiti, tranne uno, il protagonista, il capitano Simone Simonini. Di professione falsario. L'unico personaggio falso, ma anche il più bello e affascinante in mezzo a tutti quelli originali. Un romanzo che se un giorno dovesse mai essere illustrato, non potrebbe che essere disegnato e dipinto da Maria Sidoli, pittrice milanese. O meglio, falsaria. Una falsaria autentica, però, di quelli che della copia dei grandi capolavori hanno fatto un'arte, una professione alla luce del sole, come del resto testimonia il nome della sua galleria d'arte: Appendi un falso alla parete.

pubblicato il 7 Gennaio 2026 da | in Personaggi, Quadri, Storie | tag: Carolina di Monaco, galleria d'arte Appendi un falso alla parete, Maria Sidoli | commenti: 9
sepatatore

Il navigatore entrato nella leggenda
senza aver mai imparato a nuotare

Oggi il suo nome è quasi dimenticato, ma il francese Eric de Bisschop è stato uno dei più formidabili navigatori di tutto il Novecento. Classe 1891, rampollo di una nobile famiglia francese decaduta, era un uomo poco muscoloso e di modesta statura, quanto di più lontano si possa immaginare dallo stereotipo dell’eroe: in compenso il suo sguardo era di quelli che catturano subito l’attenzione, così come la sua formidabile parlantina. Suoi segni distintivi erano l’agile intelletto, l’ostinazione, il gusto per l’avventura, il divorante amore per le traversate impossibili e un coraggio da leoni. Oltre che un pizzico di simpatica follia e fascino in quantità. Durante la Grande Guerra, mentre era al comando di un dragamine nella Manica, venne silurato da un sommergibile tedesco; non sapeva nuotare, ma fu recuperato per miracolo

pubblicato il 4 Gennaio 2026 da | in Personaggi | tag: Hean Pelissier, KonTiki, Polinesia, Rakahanga Rurutu, Tahiti Nui | commenti: 0
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Riva in the movie, il racconto dei 52 film
in cui hanno "recitato" i motoscafi da Oscar

Ci sono  scene di film  che hanno scritto la storia del grande schermo,  "spezzoni" anche di breve o addirittura brevissima durata destinate a restare indimenticabili, che hanno fatto entrare una pellicola, i suoi protagonisti, nella storia della “fabbrica dei sogni”. Scene  da brividi, come quelle  della doccia mortale di Marion Crane in Psyco di Alfred Hitchcock, o di Jack Torrance che in  Shining, di Stanley Kubrick, apre a colpi d'ascia un varco nella porta della stanza dello spettrale Overlook Hotel, dove si è rintanata la moglie Wendy, pronunciando una frase destinata a restare a sua volta indelebile: "Cappuccetto Rosso! Cappuccetto Rosso! Su apri la porta. Non ha sentito il mio toc toc?". O, ancora, scene come quella di King Kong sull’Empire State Building; del ballo cult  di Uma Thurman e John Travolta  sulle note di  You can never can tell  di Chuck Berry durante una sfrenata gara di ballo in Pulp Fiction. Fino al  monologo pronunciato sotto una pioggia battente dal replicante Rutger Hauer  in Blade Runnerm di Ridley Scott: "Ho viste cose che voi umani non potreste immaginare. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione...”. Piccoli “brandelli” di pellicole che, per molti, “sono valse l'intero film”.

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Isola affondata con una carica
di dinamite: a Riccione è successo

Sembra la trama di una commedia in cui un eccentrico miliardario americano si costruisce un mondo tutto suo in mezzo al mare. Invece è una storia vera, totalmente nostrana. Quarantadue anni fa, il primo maggio 1968, fu fondata una Repubblica indipendente su un’isola d’acciaio piazzata a una dozzina di chilometri da Riccione, in pieno Adriatico, appena fuori dalle acque territoriali italiane. Pochi oggi ricordano questa faccenda che all’epoca suscitò un gran clamore con tanto di interpellanze parlamentari, sentenze, occupazione militare e, meno di sette mesi dopo, gran botto finale con quintali di dinamite.

sepatatore

Italsub, immergerci nel lavoro è un'impresa
che portiamo a termine benissimo da 30 anni

Immerso nel lavoro: un modo di dire diffusissimo per descrivere una persona completamente “sprofondata” nell'attività che sta svolgendo. Per Massimo Garbarino, imprenditore genovese, non è solo un modo di dire: lui, conosciuto sui moli e sulle spiagge di tutta Italia, e non solo, con il soprannome di “ ambin", nel lavoro si immerge davvero visto che la sua impresa, l'Italsub, da oltre 30 anni realizza opere marittime e lavori subacquei lungo le coste. Realizzando un vero e proprio mare d'interventi. Passando, come esordisce, da “operazioni di routine quali ormeggi, gettate di cemento, moli e quant'altro, ad attività molto più interessanti e impegnative, come il recupero di scafi affondati e riprese video e fotosub, senza dimenticare forse i lavori più affascinanti in assoluto: gli scavi archeologici sui fondali”. Interventi che in molti casi hanno conquistato le prime pagine dei giornali

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Navi di pietra, le tombe dei vichinghi
che navigavano verso l'altro mondo

Quasi un millennio dopo l’ultima eco delle grandi scorrerie dei temibili guerrieri vichinghi, molte delle loro agili e rapidissime navi, i leggendari dragar, giacciono ancora lungo le coste del Kattegat e del Mar Baltico. Silenti, coperte da cuscini di muschi e licheni, pietrificate, come se un terribile sortilegio evocato in qualche antica saga si fosse abbattuto sulle loro snelle fiancate. Spesso sono immerse nel verde dei pascoli, in qualche caso nelle foreste, come sull’isola di Gotland, dove i grandi pini offrono un po’ d’ombra alla leggendaria tomba dell’eroe Tjelvar. Questi immani vascelli non furono costruiti per solcare le onde, ma per custodire le spoglie di sovrani e guerrieri, ricordando alle generazioni future i capostipiti di stirpi dedite alla pesca, al commercio e alla guerra, ma sopra ogni altra cosa formidabili navigatori. La gente le chiama skibssætninger, oppure skeppssättningar, a seconda se ci si trova in Danimarca o in Svezia; nella nostra lingua sono dette navi di pietra e,

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Scheletri di navi naufragate, quelli alle
Scilly Islands creano panorami da brividi

Chi si appresta a partire dal piccolo porto di Penzance, in Cornovaglia, per le Scilly Islands, non può non essere preoccupato. Le condizioni del mare sono fra le più difficili dell'intero pianeta al punto che, sotto il cartello dell'orario delle partenze era possibile leggere la scritta weather permitting. Il viaggio dura quasi tre ore, ma i rischi di affrontare onde simili alle montagne russe sono altissimi al punto che l'ingresso nel porto diventa un vero e proprio evento. Le Scilly sono 140 isole e rappresentano il punto più estremo a ovest dell’Inghilterra. Di queste isole, solo cinque sono abitate. È da queste che sono partiti,

pubblicato il 28 Ottobre 2025 da | in Personaggi, Storie | tag: chiatta Glenbervie, Cornovaglia, Coverack, famiglia Gibson, nave Shiller, Sir Clowdesey Shovell, St Mary | commenti: 0
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Libreria Mare di carta, immergersi nella
lettura non è solo un modo di dire

“Quando si varca l'arco d'ingresso al tempio dei sogni, lì, proprio lì, c'è il mare”, ha scritto Luis Sepulveda, autore cileno diventato celebre in tutto il mondo grazie a capolavori come “Il vecchio che leggeva romanzi d'amore”, “Diario di un killer sentimentale”, “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”. Per scoprire un mare di carta, destinato a far salpare gli amanti della lettura a bordo della più straordinaria nave dei sogni che si possa immaginare, basta varcare invece l'ingresso di una libreria di Venezia che la titolare, Cristina Giussani, ha chiamato proprio “Mare di carta”. Nome scelto,

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Il viaggio sul veliero che cambiò
la vita di Benjamin Franklin

Benjamin Franklin, il padre della futura Confederazione degli Stati Uniti, aveva 17 anni quando salì per la prima volta a bordo di un veliero, in rotta da New York a Filadelfia, in cerca di lavoro. Fu un viaggio che cambiò la sua vita: appena sbarcato dalla nave, lo vide Deborah Read, bagnato dalla testa ai piedi,  così “scarmigliato e sudicio” che mai avrebbe pensato di sposarlo, come invece avvenne sette anni dopo; trovò anche lavoro come apprendista stampatore e gli rimase nel cuore quella breve ma intensa esperienza sul mare. Benjamin si dimostrò subito tagliato per il suo nuovo lavoro, al punto che il Governatore della Pennsylvania promise di aiutarlo se, vista la sua esperienza marinara, si fosse recato in Inghilterra ad acquistare nuovi caratteri e attrezzature per la stampa.

pubblicato il 1 Settembre 2025 da | in Personaggi, Storie | tag: Benjamin Franklin | commenti: 1
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Capo Galera, il Diving center dove
ogni sub vorrebbe restare "prigioniero"

Il nome, a prima vista, potrebbe apparire poco invitante, perfino un poco “menagramo” per i più superstiziosi, ma chi c’è stato giura che se potesse restare “prigioniero” per sempre al Diving center Capo Galera non avrebbe alcuna esitazione ad accettare, a firmare  a occhi chiusi la propria "condanna" a vivere ogni giorno in questo angolo di Sardegna dove una terra fra le più belle che si possa immaginare si tuffa a strapiombo verso i fondali da sogno che solo la costa nord occidentale dell'isola sa offrire. In pratica due paradisi in uno. Un "miracolo" della natura  che chiunque può constatare visitando, anche solo per pochi minuti, la “Villa dell’olandese”, come viene comunemente chiamato l’edificio che ospita il centro immersioni specializzato, con istruttori professionisti, fondato e diretto da Gaddo Risso, per tutti però solo e semplicemente "Gaddo", sommozzatore professionista nato e cresciuto sul mare di Alghero. Uno che quando lo vedi in acqua saresti pronto a scommettere che una parentela, magari lontana deve averla con qualche divinità del mare.

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Vasco da Gama, Colombo, Diaz:
un navigatore cinese li anticipò?

Nei primi decenni del XVI secolo l’Europa si sentiva padrona del mondo. La strepitosa stagione delle scoperte geografiche, che nel giro di trent’anni aveva ridisegnato il globo, le aveva dato l’assoluta certezza di essere al centro della Terra. E poiché la Terra era al centro del mondo, l’Europa si poteva ben considerare il cuore dell’Universo. Una forma assoluta di miopia egoistica e presuntuosa le impediva di guardare oltre i propri confini e di immaginare che potessero esistere altre potenze altrettanto, se non più, ricche e progredite. Eppure, agli inizi del ‘500, la Cina aveva già solcato gli oceani da quasi cent’anni e si era spinta fin dove nessuno, fino ad allora, aveva mai osato avventurarsi. L’Età dell’oro delle grandi spedizioni marittime cinesi coincise con l’avvento della dinastia Ming e porta la “firma” di un nome leggendario nell’arte della navigazione cinese, autore di imprese che lo legittimano, senza alcun dubbio, a sedersi accanto ai grandi navigatori nostrani come Colombo, Magellano, Vespucci, Vasco da Gama, Cook. L’ammiraglio per eccellenza, il Grande eunuco, l’Eunuco dei tre gioielli (questo per via di un piccolo scrigno che portava sempre con sé legato alla cintura, contenente le reliquie della sua ormai perduta virilità) era Cheng Ho.

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