Pranzare o cenare a bordo ha un sapore unico. Ma anche cucinare. A patto d’avere non solo gli ingredienti perfetti ma anche gli “strumenti” per cucinarli, dai piani di lavoro ai pensili, al blocco con i fornelli e il forno. In altre parole, la cucina. E chi meglio di uno storico brand italiano di cucine che ha mosso i suoi primi passi, oltre un secolo fa, a due passi dal mare, quello di La Spezia, poteva realizzare la cucina dei sogni di ogni armatore? Probabilmente solo “lei”, Schiffini, azienda “salpata” nel 1925 proprio allestendo gli arredi del settore navale per poi approdare, nel corso dei decenni, in un mare di case contribuendo a innalzare l’artigianato italiano verso nuove vette e trasformando il marchio in un pioniere protagonista del design Made in Italy. Una lunghissima storia fatta di tantissimi straordinari capitoli, compreso quello, scritto da poco, che segna un ritorno al mare e alla navigazione, con la presentazione di Sesta, la nuova cucina progettata per il mondo nautico. “Rinforzando un legame fra il nostro brand e il mare che in realtà non si è mai davvero interrotto viste le numerosissime collaborazioni nel tempo con alcuni tra i più importanti cantieri italiani ed esteri per l’arredo delle cucine a bordo di yacht, attraverso la divisione Marine”, come commenta Gianluca Menini, direttore commerciale Italia di Schiffini, sottolineando come con Sesta Schiffini abbia deciso di “ riprendere il largo scegliendo di rivivere lo spirito pionieristico di un secolo fa”. E seguendo la rotta da sempre tracciata dal brand italiano che negli anni ’50 è stato tra i primi e a scommettere sulla produzione in serie di cucine modulari, mettendo le basi per un futuro da “icona” del made in Italy grazie soprattutto all’incontro con uno straordinario “comandante del design e dell’arredo”, Vico Magistretti. Tenendo sempre come “faro”,  pronto a guidare ogni nuovo progetto, “il sapere progettuale fondato su precisione e resistenza”, come amano affermare i responsabili dell’azienda, caratteristiche che in mare diventano ancora più preziose che sulla terraferma. Caratteristiche che possiede, all’ennesima potenza, la nuova cucina progettata per solcare le onde, “in un contesto nautico che, con le sue regole severe, richiede da sempre una progettazione millimetrica per garantire l’ ottimizzazione degli spazi ridotti, una resistenza agli agenti atmosferici, la solidità per affrontare condizioni estreme che solo il mare può presentare”, come aggiunge Gianluca Menini, assolutamente certo che “ogni sfida progettuale e costruttiva è stata affrontata nel miglior modo nello sviluppo di Sesta”. A fare il resto ci hanno pensato “i materiali frutto di una profonda riflessione tecnica, tra sostenibilità e speciali trattamenti idrorepellenti per una resistenza assoluta agli agenti atmosferici e alla salinità; il design, firmato da Ballabeni & Catellani Studio con Schiffini Yacht Division, sotto la direzione artistica di Marco Costanzi, capace di eliminare gli spigoli vivi disegnando linee morbide e profili smussati, concepiti per assecondare i movimenti naturali della navigazione”. Ad arricchire, dal piano snack ai maniglioni in alluminio, l’estetica minimal è stata poi “ una cura meticolosa per il dettaglio, dando forma a uno spazio pensato per la convivialità creando un ambiente che, anche in mare aperto, restituisce il senso più profondo dell’abitare”. Una nuova “rotta” tracciata in mare destinata a essere seguita però anche sulla terraferma considerato che “il percorso di Sesta si apre anche al mondo dell’outdoor residenziale”, con la nuova cucina nata per stare sull’acqua pronta a essere “ declinata in una versione pensata per tutti i tipi di spazi esterni, mantenendo intatti i principi di resistenza, funzionalità e cura del dettaglio che ne definiscono il progetto. Un nuovo modo di vivere all’aperto, attraverso lo stesso linguaggio essenziale e contemporaneo”. Un linguaggio pronto a raccontare di saporitissimi pranzi e cene preparati a bordo dove sedersi a tavola è bellissimo, ma stare ai fornelli anche….

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