Seta di mare, la più preziosa è stata
tessuta coi filamenti di un mollusco
Protagonisti del mare. Ovvero persone che sul mare vivono e che di mare vivono, che col mare lavorano, che il mare lo amano, lo conoscono, lo difendono. A loro mareoline .it offre la possibilità di raccontarsi, scrivendo la loro storia (e mandando fotografie) a mareonline@mareonline.it. Come ha fatto Chiara Vigo, erede di un'antica e straordinaria tradizione. Quella della lavorazione del bisso, una sorta di seta naturale marina, ottenuta lavorando su antichi telai i filamenti che secerne un particolare mollusco, la Pinna nobilis, conosciuta anche come nacchera di mare. Una storia affascinante nella quale è possibile navigare varcando la porta d'ingresso del Museo del Bisso. Ecco il suo racconto.L'isola di Sant'Antioco, a sud ovest della Sardegna, è un luogo dove le arti si conservano intatte e la trasmissione orale ha modo di sopravvivere all'usura del tempo che si evolve.
"Nella casa dove sono cresciuta i fili e i tessuti hanno un sapore di antico e di sacro"
Io sono nata nel 1955 in una famiglia dove l'arte del tessuto viene tramandata di generazione in generazione. Nella casa dove sono cresciuta i fili e i tessuti hanno un sapore di antico e di sacro. Un'arte che mia nonna Maria Maddalena Rosina Mereu ha imparato da suo padre Raffaele Mereu, maestro di sartoria e di tessuto. Il Bisso in particolare è il fondamento della mia scelta di vita e della mia dedizione al mare e all'acqua.
Il Museo del Bisso mostra tutte le fasi della lavorazione di questo tessuto d'oro
Oggi è ancora possibile ammirare nel Museo del Bisso quanto di più sacro ci sia nella forza dell'acqua: Il tessuto d'oro della seta del mare in tutta la sua filiera di lavorazione e in tutta la sua bellezza e forza di patrimonio gestuale e tecnico di colorazione che ancora si compie attraverso le mie mani per essere dono all'umanità di un'isola che profuma di orme di storia. La Pinna nobilis è un animale stupendo e dichiarato in estinzione che nel nostro mare si riproduce e prospera perchè qui esistono ancora le condizioni affinchè questo miracolo avvenga. I nostri fondali sono ricchi di Poseidonia, la temperatura e la trasparenza dell'acqua permettono alle specie come questa di riprodursi ed estendersi in banchi che andrebbero dichiarati Parco marino e prottetti visto che possono definirsi gioiello d'Europa per la loro bellezza ed estensione. Io studio e proteggo da anni questa naturale presenza del mio habitat.
Come viene prelevata la fibra dal mollusco? Il taglio è un segreto custodito gelosamente
Prelevo senza creare problemi all'animale (il taglio della fibra è segreto) in un anno 300 grammi di fibra grezza che diventano 30 grammi alla pulitura che dopo la dissalatura diventano 14 metri di fibra ritorta utile alla lavorazione sul telaio che naturalmente è lunga e faticosa e viene realizzata con un ricamo con le unghie che dà vita a tele di pregio inestimabile che non sono assolutamente vendibili ne commerciabili in nessun modo.
È considerato una fibra sacra e non commercializzabile e si può ammirare solo nei musei
Il Bisso è considerato una fibra sacra e quindi patrimonio di tutti quelli che vengono a ammirarne il pregio e la luminosità al museo o nei vari musei del mondo dove una parte delle mie tele è consevata. Mi piace che, attraverso mareonline, tutti possano avere il piacere di conoscere e sbirciare nel mio mondo... E magari avere voglia di saperne di più venendo a fare una vacanza ricca di scambio culturale attraverso la finestra del Museo del Bisso vivente. Ecco cosa è il Bisso. Un bene di tutti che amo condividere con le genti del mondo.
Testo di Chiara Vigo, maestra di Bisso marino. Foto di Nino Ceccatelli.











































