Due affascinanti sirene nuotano nei fondali
di Zoagli per ripulirli dai rifiuti abbandonati
La statua di una sirena (anzi, per la precisione della Sirenetta della celebre fiaba di Hans Christian Andersen, diventata ancora più famosa nel mondo grazie all'adattamento cinematografico realizzato dalla Disney che alla donna-pesce ha dato il nome di Ariel) è diventata il simbolo di Copenaghen, “approdo” imperdibile per i turisti in visita nella capitale della Danimarca disposti a fare la fila sullo scoglio lungo il molo di Langelinie, all'ingresso del porto, pur di immortalarla con lo smartphone, magari in un selfie. Due sirene in carne e ossa (pronte a nuotare accanto a una statua sommersa) sono invece le candidate a diventare, anche se solo per un giorno, un “simbolo” di Zoagli, borgo nel Golfo del Tigullio tra Rapallo e Chiavari che il 7 settembre ospiterà l'edizione 2026 dell’operazione Fondali Puliti, evento che si svolge ornai da decenni e che quest’anno oltre ai tantissimi “sub spazzini” che da sempre rispondono all'appello lanciato dal “papà” dell'iniziativa, Gianni Risso, fotosub ed editore di Apnea World.Un nuovo appuntamento che vedrà scendere in acqua anche i subacquei del Dimensione Diving di Lavagna, guidati da Pietro Pederzoli (che faranno un monitoraggio dell’ambiente costiero sommerso proprio del tratto di fondale circostante alla statua della Madonnina del Mare di Zoagli), e appunto, le due affascinanti “sirene”: Zareiya e Thalassa, performer italiane conosciutissime nel mondo del mermaiding, la disciplina acquatica che prevede il nuoto con la monopinna e la coda da sirena, anche per le loro numerose esibizioni subacquee in coppia negli acquari e ai loro contenuti social a tema marino.
Zareiya a Thalassa: lo spettacolo del mermaiding al servizio dell'ambiente
Due protagoniste d'eccezione, reduci da una "tournee" in India, che oltre a contribuire attivamente ripulire i fondali dai rifiuti daranno vita a uno spettacolo con evoluzioni in acqua nuotando attorno alla statua sommersa della Madonnina già meta di molti turisti. “La notizia della loro presenza ha già contribuito ad aumentare ulteriormente la “visibilità” dell'evento”, commenta Gianni Risso, ricordando che all'appuntamento di Zoagli seguiranno quelli di Recco, in calendario l' 11 settembre con il supporto del Diving center Manta sub, Alassio (il 2 ottobre con VI Continente Diving, Camogli (l'8 ottobre con B&B diving) e Quinto al Mare, il 16 ottobre con Lega navale italiana Genova-Quinto. Date e luoghi da tempo “annotati” sul calendario di un vero e proprio mare di sub “volontari” che ogni anno “collaborano a un'iniziativa salpata nel lontano 1973, quando c’era pochissima attenzione per i problemi di protezione dell’ambiente”, come prosegue Gianni Risso, che oltre a tutti i colleghi amici pronti a immergersi ci tiene a ringraziare di cuore “anche gli sponsor che ci consentono di realizzare le varie” puntate” di Fondali puliti, come Cressi, che offre in ogni località il ristoro a tutti, Maggi Officine, casa produttrice di orologi subacquei professionali, e SunLine.”
Fondali puliti, l'orgoglio di aver contribuito a diffondere la cultura della difesa del mare
Realtà imprenditoriali da sempre vicine al decano dei fotografi subacquei il cui sguardo si illumina pensando che proprio la sua “creazione” ha contribuito a diffondere la “cultura” della tutela dell'ambiente marino. “Ovviamente il primo pensiero è di grande soddisfazione perché nel corso degli anni il messaggio è stato recepito e più operazioni si fanno meglio è”, commenta mettendosi a ridere all'idea del paragone che gli è appena emerso in mente: “Fondali Puliti è come un noto settimanale di enigmistica che vanta moltissimi tentativi d’imitazione. Con il vantaggio che, nel nostro caso, più imitatori ci sono meglio è, perché significa fare un'operazione di pulizia sempre più “profonda”. Quello che non mi piace, invece, sono certe associazioni o gruppi che nascono con progetti altisonanti, grandi sponsor, nome delle operazioni in inglese e che poi vedono la partecipazione di quattro gatti più che altro per far scena. E dopo un anno o due spariscono nel nulla. Senza contare i casi, tristissimi, nei quali alcuni organizzatori si sono portati da casa degli oggetti e li hanno immersi nei punti dove facevano le…pulizie. Tristi messe in scena con lo scopo di fare delle foto per gli sponsor e poi tutti a casa con l'aggravante, in alcuni casi, dopo dopo aver fatto le foto per gli sponsor, certi “signori” hanno lasciato quanto recuperato in abbandono sul molo perché non avevano concordato il ritiro degli stessi con le autorità locali”. L'altra faccia di una medaglia che comunque ha assunto un grande “valore” considerato che “il risultato globale è stato una crescita della cultura ambientale in mare, che con i rifiuti abbandonati in acqua in forte calo, in particolare la plastica che un tempo vedevamo in mare dopo le piene dei torrenti e le mareggiate. E questa è la cosa che ci rende più felici ed orgogliosi”











































