Philip Plisson, le grandi immagini
di mare si pescano… dal cielo
Philip Plisson, le grandi immagini  di mare si pescano… dal cielo

Nel 1991 il ministro della Difesa francese lo ha insignito del titolo di “Peintre de Marine”, un’onorificenza che viene concessa ad artisti che abbiano consacrato il loro talento al mare, alla marina e alla gente di mare. Potrebbe bastare questo per “fotografare” Philip Plisson, artista che ha ereditato dal padre, fondatore e presidente del Circolo della vela di Orléans, la passione per le barche e per la vela in particolare. Un amore cresciuto a dismisura durante le vacanze  a Trinité-sur-Mèr, dove i Plisson andavano in vacanza, restando estasiato di fronte alla selvaggia bellezza delle coste bretoni.

Emozioni forti che aspettavano solo di essere esternate. Il mezzo glielo fornì, quasi inconsapevolmente, la nonna, quando, in occasione della prima comunione, gli regalò una macchina fotografica, una Ultra-fex, un dono che ha segnato la sua vita. Fino a farlo diventare un artista unico ma  anche un grande imprenditore della fotografia, attraverso la casa editrice che ha fondato e che si chiama “Pêcheur d’Images”, un nome che dice tutto della sua filosofia di vita. Un’impresa (il nuovissimo capannone è a Crac’h, a una “zoommata” da Trinité-sur-Mer dove Philip ormai da tempo vive  dove ha aperto una galleria permanente delle sue opere) nella quale oltre a lui lavorano i tre figli: Guillaume, che segue le orme del padre ed è un ottimo fotografo, Anne e Frank.

I soggetti preferiti? Le imbarcazioni da pesca e i pescatori al lavoro…

Un’azienda, una una galleria e una casa dove è facile trovarsi di fronte ad alcuni dei capolavori nati guardando il mondo attraverso l’obiettivo. Come le immagini delle boutres, le tradizionali barche da trasporto di merci dei malgasci immortalate a Tuléar, sulla costa sudoccidentale del Madagascar dove il fotografo, unico presente all’evento, ha assistito alla prima regata di barche da lavoro, la Malagasy Cup d’Anakao alla quale hanno partecipato 100 piroghe e 20 boutres. O come il servizio sui Vezo, realizzato sempre in Madagascar, fotografando un popolo che vive essenzialmente di pesca, utilizzando delle piroghe molto arcaiche con vele ricavate da tessuti di recupero.  E il mondo della pesca è protagonista di un altro scatto: la splendida immagine del porticciolo dei pescatori dell’isola di Gounna, in Irlanda.

Il secondo volume del libro d’Immagini La Mer  è un bestseller tradotto in 18 lingue

che in alcuni casi sono diventate libri. È accaduto per  “La Mer”, il cui secondo volume è diventato un bestseller tradotto in 18 lingue, con le  barche fotografate nell’incerta luce dell’alba:  tradizionali imbarcazioni dei pescatori del Nordest brasiliano, chiamate jangadas, che hanno origini antiche, sicuramente anteriori alla colonizzazione portoghese del XVI secolo. Dall’America all’Asia, dove Plisson nell’India meridionale, nello stato del Kerala, a pochi chilometri a nord di Kochi (l’antica Cochin di Vasco da Gama), nel mezzo di una laguna costiera in cui si intrecciano migliaia di canali, isolotti e specchi d’acqua salmastra ha fotografato i polder, gli abitanti delle backwaters che si spostano solo in barca.

Nel mare in tempesta di Ouessant ha “fermato” in volo i pesci lanciati in aria dalle onde…

Nel mare selvaggio di Ouessant, al largo della Punta di Raz, in un tratto percorso da fortissime correnti che agitano il mare in vortici pericolosi, l’obiettivo ha colto invece l’attimo fuggente in cui i pesci escono dall’acqua come frullati dalle onde. Ma l’abitante del mare più celebre immortalato è il “delfino pilota”, incrociato dal fotografo al largo di Finistère in una giornata tempo pessimo e di mare in tempesta,le condizioni preferite da Philip Plisson per uscire a caccia di scatti unici in compagnia di Daniel Manoury, il pilota di elicottero e grande amico con cui ha vissuto 17 anni di avventure.

… e al largo di Finistère ha fotografato un delfino capace di pilotare un cargo….

E proprio dall’elicottero pilota e fotografo hanno notato un grosso cargo che si stava dirigendo a Ouessant e una famiglia di delfini che saltava davanti alla nave. La foto ideale, subito immaginata da Plisson, con un solo delfino che saltava dall’acqua davanti alla prua del cargo, è stata solo questione di tempo.  Ma alle scorrazzate in elicottero nel  mare di Ouessant appartengono molte altre suggestive immagini del “pescatore di immagini”.  Come quelle scattate “inseguendo” dal cielo il comandante del Canotto di salvataggio di Ouessant.. E letteralmente senza fiato lasciano le foto dei fari: quello del Canale di Four, costruito nel 1874 su una roccia di granito a due chilometri al largo della selvaggia penisola di Saint-Laurent, che fa da delimitazione del passaggio tra la Manica e il Mar d’Iroise e da frangiflutti naturali; quello di Tevennec sulla Pointe-du- Raz, di fronte all’isola di Ouessant…

Per il servizio più spettacolare l’elicottero si è abbassato sull’acqua fino a entrare fra due onde

Un posto particolare, nell’album dei ricordi personale di Philip Plisson spetta all’ultimo servizio realizzato col fedele pilota, abbassatosi sull’acqua fino a entrare quasi tra due onde, consentendo al suo imperturbabile passeggero di scattare una foto spettacolare, quasi drammatica per la sua potenza espressiva, con il rimorchiatore che fende il mare in tempesta ripreso talmente da vicino da fare sembrare la foto quasi irreale. Una foto scattata in un momento in cui, come avrebbe poi raccontato il comandante del rimorchiatore, Charles Claden, detto Carlos, c’erano 45 nodi di vento e onde alte da 10 a 15 metri. Uno scatto impossibile per chiunque altro, ma non per Philip Plisson (e Manou” Manoury) abituato a pescare le immagini più sensazionali anche in condizioni al limite  dell’impossibile. Foto uniche, come quella del Belem,  una delle più riprodotte di Plisson, scattata al largo di Belle-Ile (Lorient) nel centenario di questo grande veliero. O quella che ritrae un sommergibile nucleare francese lanciamissili balistici in esercitazione con un elicottero che cala un sommozzatore. Una foto che solo un Peintre de Marine poteva scattare…

 

Libero adattamento per mareonline.it del testo di Riccardo Magrini pubblicato sul numero di Arte Navale n°48. Su gentile concessione della rivista Arte Navale. Le immagini sono pubblicate su gentile concessione della rivista Arte Navale. E’ fatto divieto per chiunque di riprodurre da mareonline.it qualsiasi immagine se non previa autorizzazione direttamente espressa dall’autore delle immagini al quale spettano tutte le facoltà accordate dalla legge sul diritto d’autore, quali i diritti di utilizzazione economica e quelli morali. Per visitare il sito:www.plisson.com

 

pubblicato il 16 Maggio 2020 da | in | tag: Belem, Charles Claden, Daniel Manoury, jangadas, La Mer, Malagasy Cup d'Anakao, mare di Ouessant, Pêcheur d'Images, Peintre de Marine, Philip Plisson, sola di Gounna | commenti: 5
  • Ezio ha detto:

    Non credo di aver mai visto fotografie di mare così belle. Semplicemente fantastiche.

  • Augusto Strianese ha detto:

    Ottime foto, idea interessante, come comunicazioni.

  • Leonardo ha detto:

    Bellissime foto, un mondo meraviglioso!

  • Giovanni ha detto:

    Quanto mi può costare acquistare (se disponibile) un’immagine ad alta risoluzione in digitale per poi poterla stampare nel formato che preferisco (megaposter) da appendere in studio? E come funziona, nel caso, l’acquisto e il pagamento? Grazie.

  • Daniella ha detto:

    Quanto mi costerebbe acquistare in digitale una foto (per esempio quella di Plisson col veliero che sembra per metà affondato)? E, una volta acquistata, potrei farne stampe (a uso ovviamente privato) anche per amici e familiari? Grazie

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