Il mare come non lo avete mai visto

Tuccoli Marine, il cantiere controcorrente. Perché in barca conta più essere che apparire

Tuccoli Marine, il cantiere controcorrente. Perché in barca conta più essere che apparire

Un antico proverbio cinese dice che “controvento è cattivo navigare”. Una moderna rotta imprenditoriale, tracciata dai “comandanti” di un cantiere nautico che ha saputo fare della strategia la propria carta vincente, sta invece dimostrando al mondo che “costruire controcorrente è un ottimo navigare”. Affermazione che sono prontissimi a sottoscrivere Paolo Sanguettola, amministratore delegato di Tuccoli Marine, storico cantiere navale di Collesalvetti, comune livornese che pur essendo nell'entroterra ha visto varare importanti pagine di storia dell'arte nautica italiana, e il suo “secondo” al timone dell'azienda, Marcello Gherbin, responsabile delle strategie di promozione e vendita, che non hanno alcuna esitazione nel rispondere un “sì” che più convinto non si può alla prima domanda prevista dall'intervista fissata con mareonline.it. Ovvero: “possiamo“salpare” dalla vostra scelta di andare controcorrente, considerato che in un mondo dove sembra dominare sempre più la cultura dell'apparire voi avete scelto di fare rotta verso quella dell'essere, preferendo la sostanza alla forma, ponendovi come “approdo” innanzitutto la facilità e la sicurezza della navigazione? Sì, subito “spiegato” da Paolo Sanguettola, altrettanto “reattivo” nel sottolineare che “ la scelta dell’azienda di utilizzare il marchio “Tuccoli executive sport vessel” rappresenta proprio la volontà di creare, produrre e commercializzare barche robuste, affidabili nel tempo e orientate in maniera molto forte verso la praticità, la facilità d’utilizzo e la semplicità della conduzione in mare.

Barche pensate per andare in mare come farebbe un pick-up in fuoristrada

Non barche appariscenti, ma di prodotti ben fatti e pensati per andare in mare come un pick-up e’ pensato per il fuoristrada”. Facilità - e dunque maggior piacere - della navigazione che, insieme con la sicurezza, rappresenta l'obiettivo principale dell' “equipaggio” del cantiere che ogni giorno lavora alla progettazione e alla costruzione degli scafi. Seguendo “una rotta ben precisa: quella della tecnologia e dell' ingegnerizzazione” dell’imbarcazione, due elementi di fondamentale importanza nel settore nautico ma che troppo spesso” come evidenzia Marcello Gherbin, “risultano “assenti non giustificate” nel settore imbarcazioni da diporto”.

La cantieristica nautica non ha ancora compreso a fondo l'importanza di ingegnerizzare gli scafi

Ma perchè questa mancanza e cosa significa “ingegnerizzare la cantieristica nautica? Quali sono, per esempio, le principali soluzioni per semplificare al massimo l'utilizzo della barca ma anche la sua gestione e manutenzione? “L’ingegnerizzazione e’ un argomento che non sempre si affianca al mondo della nautica”, risponde riprendendo la Paola Sanguettola” Nel corso della storia si sono avvicendati al timone di diversi cantieri bravi artigiani, Tuccoli compreso, che tuttavia, pur realizzando un prodotto di buona fattura, non hanno mai sviluppato una fedelta’ di riproduzione ne tanto meno disponevano delle attuali tecnologie di progettazione e costruzione. Ingegnerizzare oggi non vuol dire per forza creare qualcosa in piu’, quanto piuttosto prevenire quelli che sono i possibili difetti e quindi adattare la struttura alle necessita’ dell’armatore. Un esempio? La modularità degli elementi di coperta permette di avere ampia scelta del layout del pozzetto scegliendo fra soluzioni gia’ ottimizzate e di facile intercambiabilità anche a barca prodotta”.

L'esperienza "costruita" nelle barche da lavoro fa salpare avvantaggiato ogni progetto

Capitolo sicurezza, frutto a sua volta della tecnologia disponibile a bordo, ma anche, anzi soprattutto, della progettazione e dei materiali utilizzati per la costruzione. Innanzitutto: quanto è importante poter disporre di una squadra all'interno del cantiere che progetta e costruisce barche da lavoro, primo fra tutti la pesca, ma anche per affrontare situazioni ad alto rischio, come accade per gli equipaggi di vigili del fuoco o forze dell'ordine ai quali proprio Tuccoli fornisce i mezzi di trasporto sull'acqua? “E' stato l’elemento che ha fatto nascere l’Executive sport vessel”, risponde Marcello Gherbin in una perfetta “alternanza” con Paolo Sanguettola anche al timone dell'intervista”. “La scelta di alcuni materiali non usuali, come fibre aramidiche, carbonio, ecc - ma stiamo ragionando anche su innovative fibre della canapa utilizzate in Formula Uno - e la disposizione delle stesse secondo schemi non convenzionali per le semplici barche da diporto sono gli elementi che vogliamo portare agli armatori”.

Sovrabbondanza strutturale: annotate questi termini se volete navigare in un mare di sicurezza

Dalla progettazione ai materiali: cosa vuol dir per esempio impiegare una “ sovrabbondanza strutturale”? “L' over engeneering, che tradotto significa proprio sovraingegnerizzazione e che, se applicata con intelligenza, è esattamente l'opposto di un' ”inutile complessità” denunciata da qualcuno, è la filosofia che racchiude oltre ai materiali differenziati anche lo studio dei particolari che devono essere rinforzati per trasmettere soliditaà e compattezza in mare. Oggi navigare a bordo di una T295 vuol dire poter godere di comfort acustico e mancanza di scricchiolii in cabina anche a 40 nodi”. E cosa significa invece – e a quali risultati porta - l’utilizzo di controstampi strutturali: in altre parole, cosa sono, come “funzionano”? “Sostituiscono la tradizionale laminazione di rinforzi dello scafo con vassoi che assolvono al compito sia estetico che strutturali. Si forma un accoppiato scafo-ragno di rinforzo particolarmente performante anche se questo costringe a gestire uno stampo e un elemento in vetroresina (grande) in piu'”.

L'accesso immediato ai sistemi? Chiedete a chi così ha salvato i motori...

E, ancora, l'accesso ai sistemi immediato? “Tutto è progettato per essere raggiungibile per la normale manutenzione e per qualsiasi evento in mare. Avere filtri e serbatoio a portata di mano in pozzetto con facile accesso ha salvato il weekend - e soprattutto i motori - di un nostro armatore dopo aver fatto rifornimento di benzina inquinata. E' riuscito a risolvere avendo pieno accesso allo sbarco dei serbatoi. Ma ci sarebbe un vero e proprio mare di cose da raccontare, oltre che da “toccare con mano”, cosa che gli appassionati di nautica potranno fare al Salone nautico di Genova 2026 dove verrà presentata la nuova T235, barca “democratica” che riporta su una scala facilmente gestibile tutte le innovazioni Esv nate con la T295. E dove non mancheremo di sottolineare l'importanza di una nuova “rotta” tracciata da Tuccoli Marine attraverso il passaporto digitale che accompagna durante tutta la sua vita ogni nostra nuova barca”.

L'Intelligenza artificiale? Aspettiamo che dimostri tutta la sua bravura in acqua

Sempre in materia di tecnologia: l'intelligenza artificiale sta spalancando sempre nuovi orizzonti, fra autopiloti avanzati capaci di adattarsi alle condizioni meteorologiche in tempo reale ed evitare ostacoli, di tracciare rotte ottimizzate per risparmiare carburante e tempo, di assistere nella manovre in porto, fino a segnalare eventuali problemi prima che diventino un pericolo… “Stiamo seguendo con interesse le future applicazioni dell’Ai ma senza nasconderci che il mare rappresenta un banco di prova particolarmente difficile, ragione per cui Tuccoli deciderà di portarle quando saranno sicure, affidabili e sufficientemente intuitive”, riprende la parola Paolo Sanguettola, pronto a rispondere anche alle ultime “sollecitazioni”, a partire da quella dedicata a un'altra “voce”, oltre a sicurezza, tecnologia, destinata a recitare un ruolo sempre più fondamentale anche nella nautica: la sostenibilità, l'esigenza di ridurre l'impatto ambientale  grazie a soluzioni come pannelli solari, eolico, sistemi ibridi elettrico-diesel.... “Oggi abbiamo implementato alcune soluzioni sulle nostre imbarcazioni eliminando per esempio dalle barche fino a 30 piedi il generatore in favore di sistemi solari di ricarica intelligente e di funzioni del nostro sistema smartlink per limitare il dispendio energetico. Inoltre la nostra azienda , certificata Iso 14001, ha appena installato un nuovo impianto fotovoltaico da 50kw e ha inserito nel Tuccoli vessel id tutte le informazioni per il riciclo della barca a fine vita”.

Ci sono barche e categorie di barche. Capaci di cambiare il modo di vivere il mare

Ultime due domande. La prima: voi avete affermato che con l' Executive sport vessel Tuccoli non avete lanciato un modello, ma una “categoria”, un nuovo modo di vivere il mare che si propone, citiamo dal vostro sito, “di sanare una frattura evidente del mondo nautico, con da una parte le imbarcazioni di dimensioni importanti - solide, affidabili, costruite con cura e pensate per affrontare il mare con sicurezza – e dall’altra, il segmento dei 7 metri, troppo spesso relegato a una categoria inferiore, fra materiali leggeri, finiture essenziali, compromessi ovunque”... “Ottimizzare l’investimento, specie in un momento in cui le marginalita’ sono oltre i 15 metri non e’ facile. Ci proviamo convinti della bontà del nostro progetto”

Il popolo dei "navigatori veri" non fatica a capire la differenza fra essere e apparire

La seconda e ultima domanda, che ci riposta al punto di partenza, alla scelta di essere invece che apparire, anche a costo di privilegiare il “grezzo” invece che il “raffinato”: una scelta fatta rivolgendosi soprattutto al popolo dei “navigatori veri”, tanto per intenderci non quelli che saliti a bordo guardano per prima cosa la cuscineria? “Esatto. La cuscineria ha un ruolo importante ma non determina certo la morbidezza sull’onda. Se la barca serve all’armatore per girare il capo fuori dal porto e fare il bagno probabilmente non percepirà il lavoro che è stato svolto su Tuccoli, ma chi invece apprezza la navigazione anche di diverse decine di miglia probabilmente si. Detto questo aggiungiamo solo che all’interno del gruppo abbiamo comunque il marchio Lion yacht che baderà anche all’estetica e non solo alla funzionalitaà. Come "testimonieranno" del resto i tre nuovi modelli, da 36, 46 e 56, piedi, in arrivo nel prossimo triennio”. Pronti a stupire per la sostanza, pur senza dimenticare la forma... Aprendo nuove rotte, cosa di cui il mondo ha sempre più bisogno, come ha affermato Carlo Gubitosa, scrittore (e ingegnere) tarantino, pronto ad affermare - guardacaso - che  "il mondo ha bisogno di gente che nuota controcorrente, apre nuove strade, regala nuove possibilità, intravede sentieri che altri non si sono presi la briga di cercare".

 

pubblicato il 14 Luglio 2026 da | in Senza categoria | commenti: 0
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