Il mare come non lo avete mai visto

Valdrighi, c'è un mare di vini antichissimi
che bagna le terre della Montecarlo toscana

Valdrighi, c'è un mare di vini antichissimi  che bagna le terre della Montecarlo toscana

Montecarlo: un nome che evoca immediatamente una dinastia di principi, quelli della famiglia Grimaldi, da secoli “al timone” della città-stato seconda solo alla Città del Vaticano nella graduatoria degli Stati più piccoli del mondo, ma “grandissima” se come metri di paragone si utilizzano la fama e la ricchezza, la nobiltà. Ma c'è un'altra Montecarlo, anch'essa geograficamente minuscola, la cui storia si è spesso incrociata con grandi personaggi, come esponenti della nobiltà di mezza Italia ed Europa e perfino re, imperatori, papi: è la Montecarlo toscana, piccolo borgo in provincia di Lucca il cui nome, nei secoli, è stato protagonista in straordinari palazzi e castelli. Per essere più precisi nelle sue cucine e nei suoi immensi saloni teatro di fastosi pranzi e cene. Già, perché Montecarlo, in questo caso, è il nome del vino prodotto nell'omonimo paesino toscano che deve il suo nome “al futuro imperatore Carlo IV di Boemia che nel 1333, dopo aver liberato Lucca dall'occupazione pisana, decise di ricostruire il borgo sul Colle del Cerruglio, chiamandolo Mons Charoli, Monte di Carlo, in suo onore, trasferendovi gli abitanti della distrutta comunità di Vivinaia”.  Brevissima, quanto precisa ricostruzione storica a cura di un suo abitante che di questo vino sa davvero tutto.

I vini di queste colline erano già famosi ai tempi degli Etruschi...

Già, perché Davide Giannoni, esperto vignaiolo, è la figura onnipresente in ogni fase della produzione e dell'invecchiamento della Fattoria Valdrighi, azienda vinicola con 87 anni di storia, produttrice di vini “famosi già ai tempi dei Romani, e prima ancora degli Etruschi, che apprezzavano - e non poco - quello che qui veniva prodotto”, come racconta con orgoglio aggiungendo immediatamente, a sottolineare la bontà del prodotto nel tempo, che “se da altre parti il vino e il suo commercio hanno attraversato periodi di alti e bassi, a Montecarlo hanno vissuto una stabilità pressoché continua, grazie ai vignaioli e agricoltori che, generazione dopo generazione, si sono succeduti nelle vigne montecarlesi”. Realizzando, a ogni vendemmia, prodotti d'autore, apprezzati dai migliori intenditori.

... e dalla fine dell'800 hanno conquistato le tavole di re, imperatori, papi

A partire proprio da re, imperatori, papi, conti baroni e marchesi che nei secoli hanno sempre voluto sulle proprie tavole vini di Montecarlo, specialmente quello bianco, segno tangibile di una qualità e di una fama senza tempo. Una lunghissima e straordinaria storia un cui capitolo, importantissimo, è stato scritto nella seconda metà del XIX secolo”, prosegue Davide Giannoni, “quando Giulio Magnani, un appassionato viticoltore montecarlese e a quel tempo proprietario della Fattoria Marchi-Magnani, partì alla volta della Francia intorno al 1870. Il suo obiettivo era imparare dai maestri per antonomasia il modo per migliorare la vinificazione e dare una svolta innovativa al vino che in quegli anni veniva prodotto dalla sua cantina e in generale nel montecarlese.

Così è nata la leggenda dello "Chablis di Montecarlo"

Si recò quindi nella zona di Bordeaux e da quei luoghi portò a Montecarlo il Sauvignon, il Semillon, il Merlot, il Cabernet Franc ed il Cabernet Sauvignon. Passando dalla zona del Rodano prese poi il Roussanne e il Syrah e dalla Borgogna il Pinot bianco e grigio. Una volta tornato a casa sperimentò le percentuali giuste dei vitigni da aggiungere al Trebbiano, al fine di rendere il vino più elegante, morbido e profumato”. E fu proprio da allora che “i vini di Montecarlo incominciarono a essere l’oggetto del desiderio sulle tavole più importanti tanto da accompagnare le nozze reali del Principe Umberto di Savoia e Maria Josè al Quirinale, nel 1930”.  Uno straordinario riconoscimento alla bontà dei vini della Fattoria Marchi Magnani così come di altri produttori come Fattoria Pucci, Carrara, Pardocchi, De Dominicis, capaci di ottenere numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero fino a far assegnare al vino toscano un soprannome : quello dello “Chablis di Montecarlo”. Un vero e proprio “titolo” se si pensa che lo Chablis, piccola regione vitivinicola della Borgogna, era - ed è tutt'oggi - sinonimo di vini bianchi di altissima qualità. Un vanto che la Fattoria Valdrighi ha sempre fatto di tutto per meritarsi e tenersi ben stretto, fin dalla fondazione da parte di Athos Valdrighi (nonno del cognato di Davide Giannoni) originario della Garfagnana “che invece di emigrare in America, come i suoi fratelli e cugini, preferì rimanere in Italia", come prosegue il racconto del “factotum” dell'azienda vinicola “approdato” nella fattoria proprio per aiutare il cognato diventato neoproprietario, prontissimo, da impresario edile al timone di una nota società, a ristrutturare le cantine ma senza però avere il tempo di occuparsene a tempo pieno. Decidendo, perciò, di affidarne il “comando” al suo “secondo”, destinato a gestirla dal 2009 fino al 2017 prima di rilevarla.

Il Doc rosso si sposa a meraviglia perfino con il cacciucco

Con un primissimo obiettivo in mente: continuare a lavorare per “ migliorare i vini doc, anche attraverso la creazione di due nuovi prodotti che oggi fanno bella mostra in cantina, con in bella vista le etichette del Montecarlo Bianco Doc e del Montecarlo Rosso Doc, del PerClara Igt ( Merlot e Cabernet Sauvignon), a cui si uniscono i vini sfusi in baginbox, il liquoroso vinsanto  ma anche e prosecchi commercializzati dalla fattoria così come i prodotti di un caseificio. Formaggi che si sposano benissimo con i vini così come pesci, crostacei, molluschi, con il Montecarlo che, come si legge sulla sua scheda postata sul sito, “si accompagna perfettamente con primi e secondi piatti di pesce anche elaborati. E con Davide Giannoni felice di "indossare" anche i panni da chef per suggerire qualche ricetta. “Iniziando dal cacciucco, famosa zuppa di pesce di Livorno ma che fanno leggermente diversa anche a Viareggio,  zuppa alla quale si abbina bene anche il Rosso Doc di Montecarlo.

L'abbinamento fra il bianco del vino e l'azzurro del pesce è elegantissimo

Il Bianco è semplicemente perfetto invece per accompagnare  ricette a base di pesce azzurro o crostacei. C'è un locale a Viareggio, un mio cliente, si chiama Buonumore, dove si cucinano solo piatti di pesce locale che consiglio a chiunque si trovi in zona perché è un'esperienza. Oltre che l'occasione per assaporare i nostri vini....”. E per un antipasto di crostacei e crudité? “Beh io penso che ci sia un equilibrio minerale perfetto tra i sapori dei nostri vino e la freschezza di questi tesori che il mare ci offre per iniziare un pranzo o una cena difficili da scordare....”

L'uomo che veniva dal mare ha timonato i suoi vini anche nei Saloni nautici

Soprattutto per un uomo che "veniva dal mare", passo famosissimo di un'altrettanto celebre canzone di Lucio Dalla, 4 marzo 1943, come Davide Giannoni  “appassionatissimo da sempre di barche navigazione - del resto per uno nato a Marina di Carrara non poteva essere diversamente -  innamorato fin da ragazzino di tutto ciò che riguarda l'acqua: in mare ho praticamente fatto di tutto,  nuotando - ho  fatto anche agonismo-  insegnandolo  e facendo il  bagnino, immergendomi, timonando catamarani”. Una passione per il mare testimoniata anche dalle “escursioni” ai saloni nautici, come quello di Viareggio dove le bottiglie di Montecarlo hanno fatto bella mostra nello stand della Fattoria Valdrighi. Così come sono ogni anno protagoniste assolute di un evento importantissimo per Montecarlo: la sua Festa del vino, "appuntamento settembrino capace di attirare nel borgo medievale un piccolo mare di visitatori, mentre a maggio c'è Viavinaria, una manifestazione dove tutte le cantine sono aperte, in ogni cantina c'è un sommelier che fa degustazioni, ogni visitatore può acquistare un kit di degustazione e girare tutte le cantine, se c'è la fai, con dei bus navetta. Quest'anno ci sarà il 26 e il 17 di maggio”. Un'occasione unica per scoprire la Montecarlo italiana e il suo mare di vini d'autore.

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