Round Robin Asd, l'associazione salpata per
rivoluzionare la vela. Navigando in circolo
"Quella sera dopo cena il pub dove avremmo dovuto incontrarci era chiuso, così abbiamo fatto di necessità virtù (cosa che sarebbe diventata quasi uno stile di vita negli anni a venire) e ci siamo accomodati, per scambiarci le prime idee e annotare qualche appunto su un block notes sgualcito, su una panchina all'aperto, diventata a tutti gli effetti la "sede" della primissima riunione di Round Robin Asd". Marco Esposito racconta così il "varo" di quello che definisce "un progetto tanto semplice quanto ambizioso: dar vita
a una realtà nel mondo della vela che fosse ciò che avevamo sempre cercato ma mai trovato".
L'associazione è salpata per creare ciò che mancava nel mondo della vela
Un'idea che alle due di notte aveva già preso corpo grazie alle indicazioni su cosa fare suggerite a turno dagli amici destinati a diventare, di lì a poco, i soci fondatori: Giovanni Patruno, Piergianni Sgura, Marco Stefanizzi, Giulia Olivero.
In tre anni di "navigazione" ha costruito una realtà con barche proprie, derive da regata e progetti sociali
"Veri amici e altrettanto veri appassionati di mare e di vela", come sottolinea quello che sarebbe diventato il loro "timoniere" e che oggi, a poco più di tre anni da quella notte del 26 settembre 2022, è felice e orgoglioso di poter raccontare le rotte seguite e gli approdi raggiunti attraverso il lavoro volontario di un'associazione "diventata una realtà consolidata, che conta oltre 13mila seguaci su Instagram, con soci in tutta Italia, barche proprie, derive da regata, progetti sociali e soprattutto un modello sembra poter “far scuola” nel panorama velico italiano, basato sulla condivisione delle risorse, la pratica della vela intesa anche come stile di vita, la trasmissione della cultura e dei valori marinareschi".
L'antico "cerchio" che proteggeva i marinai ha indicato la rotta da seguire
Concetti che Marco Esposito è altrettanto felice di dettagliare a mareonline.it, "salpando dal cerchio che protegge, dalla storia del Round Robin". Già, perché il nome scelto, esordisce, "è tutt'altro che casuale: infatti nella tradizione marinara, il Round Robin era lo stratagemma con cui un equipaggio firmava, in cerchio, un documento di rimostranze contro il capitano o le condizioni di bordo. Il cerchio non aveva un inizio né una fine, quindi non esisteva un "primo firmatario" da punire o da esporre alle ritorsioni, ed era un modo per difendersi insieme, unendo le forze, senza lasciare nessuno esposto. Più tardi, il termine Round Robin è diventato anche il modello dei gironi sportivi in cui tutti si confrontano con tutti, e Round Robin Asd prende entrambe le radici trasformandole in filosofia: responsabilità condivisa, equità di accesso, partecipazione. Come i marinai che firmavano in cerchio per proteggersi, i soci di Round Robin mettono le proprie risorse a disposizione del gruppo, creando un circolo virtuoso dove tutti ne escono arricchiti, perché il gruppo, in questo schema, è davvero più della somma delle singole parti". E se i vecchi marinai per pescare usavano le reti, l'"equipaggio" della nuova associazione no profit ha scelto la rete di Internet per far navigare un'associazione "dove le attività hanno un costo, ma non scopo di lucro; dove gli istruttori ricevono un compenso proporzionato all'attività svolta, gli armatori un sostegno concreto per mantenere vive le loro barche, i soci accedono alla vela a costi sostenibili, e quello che rimane va nell'associazione per crescere, migliorare e allargare la rete.
A far quadrare sempre i numeri ci pensa la "matematica sociale"
È il principio del Round Robin applicato alla vita reale: ognuno mette le proprie risorse a disposizione del gruppo, e tutti ne escono arricchiti - l'armatore, l'istruttore, il socio, l'appassionato - perché il gruppo è più della somma delle singole parti, e questa non è retorica ma matematica sociale".
Quante imbarcazioni restano ferme nei porti mentre potrebbero far navigare chi non può?
Matematica, ovvero numeri: come quelli delle migliaia di imbarcazioni ferme nei porti, legate al loro ormeggio per gran parte dell'anno "mentre c'è una domanda enorme di apprendimento, di esperienza, con Round Robin pronta a mettere in circolo ciò che i singoli, da soli, non riescono a valorizzare", prosegue Marco Esposito deciso a far accelerare sempre più i "lavori di costruzione" di una "rete di persone che condividono la stessa filosofia".
"Democratizza la vela", il motto che fa capire tutto e subito
Pronti a salire a bordo di un'associazione "il cui motto è Democratizza la vela e il cui nome", come aggiunge ridendo e "ripetendo quello che amano dire sempre i soci", ha "molto più in comune con Robin Hood che con il Principe Giovanni". Perché, spiega, "la vela, in Italia, è spesso vissuta come un ambiente chiuso dove l'accesso passa per il ceto sociale, per le conoscenze, per le amicizie giuste, un ambiente poco accogliente verso chi arriva da fuori. Round Robin Asd è nata proprio per ribaltare quel meccanismo".
Corsi di vela, regate, crociere didattiche sono già una splendida realtà...
Già, ma come? "Proponendo un ventaglio completo di attività pensate per accompagnare ogni velista, dal neofita al regatante esperto, in un percorso di crescita continua. Che prevede corsi di vela ( l'offerta formativa copre tutti i livelli, dalla giornata introduttiva "Vele spiegate" per chi è semplicemente curioso, fino ai corsi per istruttori, e con il percorso che include Primi bordi, Consolidamento manovre, Manovre avanzate, Ormeggi, Vele colorate (gennaker e spinnaker), Regate e navigazione astronomica); regate (Round Robin partecipa regolarmente al Campionato invernale di Loano e alle principali regate in Liguria e le regate, con la loro preparazione, sono l'occasione per comprendere pienamente cosa sa fare una barca e il suo equipaggio quando si chiede di dare il meglio di sé); crociere didattiche (esperienze di navigazione itinerante in flottiglia, come le crociere in Croazia e il campeggio nautico nell'arcipelago della Maddalena, dove la navigazione diventa occasione di apprendimento continuo in un contesto autentico e coinvolgente).
...il progetto "Condivisione barche" per diventarlo ha invece bisogno dell'aiuto di tutti
Senza dimenticare il progetto, in fase di sviluppo, chiamato Condivisione barche, con l'obiettivo, conclude Marco Esposito, di "costruire una rete di barche messe a disposizione tra privati, con un "patentino" interno Round Robin per garantire agli armatori un livello verificabile di preparazione".
Se s'impara a navigare seguendo i vecchi insegnamenti s'impara davvero
"Perché ciò che ci distingue davvero è l'approccio alla didattica e alla trasmissione della cultura marinaresca, perché non si tratta solo di insegnare a governare una barca, ma di preservare e trasmettere un patrimonio di valori, competenze e saperi che rischia di andare perduto promuovendo una vela essenziale, "old style" nel senso più nobile del termine, che privilegia il contatto diretto con la natura e con l'elemento: salvo i corsi in cui l'elettronica è oggetto didattico, l'impostazione tende a ridurne l'uso al minimo, perché la formazione prima di tutto passa dagli occhi, dalle mani e dalla testa. Interpretare il meteo, leggere il mare, manovrare bene, saper agire senza dipendere da un dispositivo di qualche genere: la vela e il mare devono affinare i nostri sensi, farci entrare in contatto profondo con gli elementi, non allontanarci. Grande importanza quindi alle basi: ai nodi, alla conduzione, alla sensibilità nel governare e nel capire quello che ci sta intorno, nel prevedere con l'istinto ancora prima che con la testa cosa è bene fare". Nulla di cui stupirsi dunque se sul cabinato dell'associazione "Donald Duck" le mani di terzaroli sono ancora tradizionali, con i matafioni, "scelta che non è folclore ma didattica consapevole, perché se si impara così si impara per davvero". Imparando anche a fare di necessità virtù, proprio come quella sera del 26 settembre 2021 quando l'associazione è salpata, complice la chiusura del pub, da una panchina all'aperto.
Ma anche navigare nel mare di Internet "aiuta" a diffondere la cultura del mare
Forse senza immaginare che, "navigando in cerchio", Round Robin non si sarebbe limitata alle attività in acqua, ma avrebbe portato la cultura marinaresca anche a chi non può ancora salire a bordo, attraverso strumenti di divulgazione pensati per avvicinare le persone al mare e ai suoi valori: Canale YouTube ( con contenuti, documentari e registrazioni che raccontano la vela in tutte le sue sfaccettature); Blog RR (fra approfondimenti su tecnica, storia, cultura marinaresca ed esperienze di navigazione); Banchina Round Robin (format di incontri online su Zoom con autori, navigatori, specialisti e professionisti dove ogni incontro ha un tema concordato con l'ospite, con il pubblico che può interagire e porre domande e con ogni incontro che resta consultabile come risorsa nel tempo sul canale YouTube di Round Robin Asd); Social media (una comunità di oltre 13mila persone su Instagram e 5.000 su Facebook, dove Round Robin condivide quotidianamente contenuti educativi, esperienze e valori.)
Su Instagram "naviga" un equipaggio di 13mila persone in tutta Italia
E con sempre nuove iniziative pronte a mollare gli ormeggi: come "Deviazione MagnEtica", progetto realizzato nel 2025 insieme alla cooperativa sociale La Carabattola e risultato vincitore del bando "Sportivi per natura" della Compagnia di San Paolo.
"Un'idea nata per unire vela e trekking, per offrire tempo di qualità all'aria aperta a ragazze, ragazzi, giovani e adulti meno fortunati. Uno di quei progetti che cambiano le persone anche da dentro, e che danno grande soddisfazione anche a chi li rende possibili, a partire dagli istruttori. Come i marinai che firmavano in cerchio per difendersi insieme, Round Robin Aad ha capito che l'unione delle risorse crea ricchezza per tutti. Come ogni vera rivoluzione dal basso ha le sue difficoltà e i suoi tempi, ma i soci fondatori per primi, insieme agli associati, ce la stanno mettendo tutta per portare questo progetto a piena realizzazione". Contatti: www.roundrobinvela.com; Instagram @round.robin.vela; Youtube https://www.youtube.com/@DEMOCRATIZZALAVELA; tel 3391918777






































