Il mare come non lo avete mai visto

Humar, dall'unione fra terra e mare nascono vini
perfetti per piatti di pesce, crostacei, molluschi

Humar, dall'unione fra terra e mare nascono vini  perfetti per piatti di pesce, crostacei, molluschi

Per fare un ottimo vino è importantissima la terra nella quale vengono piantate le viti. Ma possono essere altrettanto importanti anche altri elementi: per esempio l'acqua del mare e il vento capace di sferzare le onde catturando minuscole particelle degli oltre 60 sali minerali e microelementi che la compongono, a partire dallo iodio e dal bromo per arrivare a magnesio, potassio, calcio silicio e ferro, trasportandole fino ai vigneti. Accade, ovviamente, solo laddove la terra e il mare sono più vicini, come nel caso dell'Azienda vinicola Humar, a Valerisce di San Floriano nel cuore del Collio: terra di Ponca, come i friulani chiamano il terreno in cui si alternano marna e arenaria e che consente di produrre “vini particolarissimi, unici, affacciata sulle acque dell'Adriatico, con il porticciolo di Sestiana distante appena una manciata di chilometri. "Una terra e un'acqua unici, fantastici "ingredienti" alla base di Pinot e Sauvignon la cui straordinaria bontà è frutto anche "del vento, una "piccola Bora" e del clima capace di creare importanti sbalzi termici fra giorno e notte", come raccontano con orgoglio Marino e Natasa Humar che con il figlio Dario gestiscono l'azienda vinicola. Facendo"salpare" su mareonline.it il racconto della propria attività proprio dalla terra di Ponca.

Si scrive terra di Ponca,  si legge garanzia di grandissimi "bianchi"

"Che è il primo vero grande segreto dei nostri vini: un terreno che si sfalda facilmente e costringe la vite ad andare in profondità. Ed è proprio questo che fa la differenza, perché le radici scavano, assorbono minerali e danno vita a uve più concentrate, più espressive. Ne nascono vini che hanno una firma precisa: sapidità, eleganza e una forte identità territoriale. Per noi, la Ponca non è solo suolo, è carattere. È ciò che rende ogni bottiglia un racconto autentico del Collio”. Grazie anche al secondo "componente": la vicinanza del mare, visto che l' azienda si estende in un’area collinare ad appena quattro chilometri in linea dalle spiagge più vicine, regalando "un clima particolarissimo, perfetto per il vino grazie anche all'incontro dei venti di montagna e della brezza di mare. Una combinazione fondamentale: da un lato l’aria in continuo movimento mantiene i vigneti più sani, aiutandoci a proteggerli naturalmente dalle principali malattie della vite; dall’altro, il mare porta con sé umidità e microelementi che si depositano sulle viti e sul terreno, contribuendo alla complessità del vino.

Le folate di "borino"  curano naturalmente le piante riducendo l'uso di prodotti chimici

Il “borino”, come viene comunemente chiamata qui la versione più gentile della Bora, è un alleato prezioso per i nostri vigneti nel Collio. Il suo effetto principale è quello di asciugare rapidamente l’umidità sulle foglie e sui grappoli. Meno umidità significa condizioni meno favorevoli allo sviluppo di funghi e malattie della vite, come la peronospora. Questo si traduce concretamente in un minore bisogno di interventi: possiamo ridurre l’utilizzo di prodotti chimici e lavorare in modo più sostenibile, lasciando che sia il clima stesso ad aiutarci a mantenere le piante sane. In sintesi, il borino non è solo un vento: è una protezione naturale che migliora la salute della vigna e la qualità del vino.

Gli sbalzi termici fra giorno e notte esaltano gli aromi

Ma l’aspetto forse più importante sono gli sbalzi termici tra giorno e notte. Le giornate più calde e le notti fresche permettono alle uve, soprattutto quelle a bacca bianca, di sviluppare profumi più intensi, fini e definiti. È così che il clima diventa parte del vino: non solo lo protegge, ma ne esalta eleganza, freschezza e identità aromatica”. Terreno, acqua, vento, viti: ma fra i segreti delle "formule vinicole" create da Humar c'è ovviamente poi anche la vinificazione, l'arte di saper "fare vino"...."E' il momento in cui tutto prende forma, in cui s'interpreta davvero il lavoro fatto in campagna. È una fase che vale tantissimo, perché richiede esperienza, sensibilità e rispetto per ciò che l’uva ha già espresso in vigna. In azienda seguiamo direttamente questo processo, con l’obiettivo di accompagnare il vino senza stravolgerlo, mantenendo intatta l’identità del Collio”.  Parole che fanno emergere l'orgoglio che può provare solo chi sa di aver creato qualcosa d'importante, frutto di una passione profondissima. Una passione che Marino e Natasa Humar non hanno trasmesso solo al figlio Davide ma anche a una delle due figlie, Vanessa, studentessa - guarda caso - in enologia all’Università di Trento, mentre la sorella, comunque affascinata dal mondo del vino, ha scelto la facoltà di farmacia a Lubiana. "Ognuna costruendo la propria strada con impegno", come sottolinea Natasa Humar, "libere di scegliere il loro futuro senza pressioni, seguendo i loro desideri.

Passione, tradizione, sacrifici: solo così nasce un prodotto capace di "portare gioia"

Certo, quando parliamo di vino insieme è facilissimo intuire che per anche per loro il vino è passione, tradizione, oltre che sacrificio, e soprattutto qualcosa che, alla fine, porta gioia. E forse è proprio questa la sua “proprietà” più autentica”. Passione e tradizione che hanno radici profonde considerando che la storia dell'azienda ha visto scrivere i primi capitoli addirittura a fine 1800 "quando la famiglia Humar ha iniziato a coltivare queste terre nel Collio, allora già riconosciute per la loro vocazione vitivinicola. Da lì in poi è stata una storia di continuità: generazione dopo generazione, il lavoro è passato di mano mantenendo sempre lo stesso legame con la terra. Dai primi vigneti coltivati in modo tradizionale, spesso per autoconsumo e vendita locale, si è passati negli anni a una maggiore consapevolezza qualitativa. I capitoli più significativi di questa storia? Sicuramente il passaggio da una viticoltura semplice a una produzione più orientata alla qualità, l’introduzione di tecniche moderne in cantina senza perdere l’identità, e infine l’apertura a un mercato più ampio, con vini che oggi raccontano il territorio in modo sempre più preciso". Una storia lunga quanto grande, fatta di piccoli passi e scelte importanti, sacrifici, con un filo conduttore chiaro: "custodire e valorizzare ciò che il Collio ci ha sempre dato".

Pinot, Ribolla, Friulano, Chardonnat, Sauvignon: abbinateli a questi piatti...

Con lo stesso identico" finale": ovvero grandi vini da portare in tavola, perfetti per un mare di abbinamenti con pesci, crostacei e molluschi come i Pinot bianco e grigio, la Ribolla gialla, il Friulano, Chardonnay, Sauvignon. E con Natasa Humar pronta a "servire" una ricetta per ognuno di loro. .... "Un perfetto abbinamento per il Pinot Bianco è quello con un branzino al forno con erbe carsiche: un pesce semplice ma raffinato, dove conta la pulizia del gusto. Con il Pinot Grigio suggerirei le Sarde in savor perché la freschezza e la leggera struttura del vino bilanciano l’agrodolce e l’intensità del piatto;  con la Ribolla Gialla suggerisco di assaggiare il Boreto alla graisana, piatto tradizionale dei pescatori dell’Alto Adriatic: la la sua acidità vivace pulisce e accompagna la componente sapida e speziata. E, ancora", aggiunge Natasa Humar confermandosi straordinaria guida anche alla scoperta dei piatti di pesce della tradizione della sua terra e del suo mare, " una bottiglia di Friulano è perfetta per accompagnare Seppie in umido con polenta, con la tipica nota leggermente mandorlata del Friulano che si sposa benissimo con la dolcezza della seppia. Gli ultimi due abbinamenti sono quelli fra "Chardonnay, bianco più strutturato, avvolgente, ideale con piatti morbidi e leggermente burrosi con Capesante gratinate, e fra Sauvignon e Canestrelli alla griglia, con i suoi profumi aromatici ed erbacei del vino che esaltano la dolcezza naturale dei molluschi".

La novità 2026 è la Malvasia, pensata dai giovani per i giovani

Consigli per pranzi e cene indimenticabili con protagonista un ventaglio di bianchi ai quali è pronta ad aggiungersi una "new entry": "la Malvasia, novità 2026, un vino a cui teniamo in modo particolare perché nasce da un’idea delle nostre figlie. È proprio questo che lo rende “giovane”: non solo nello stile, ma nello spirito con cui è stato pensato. È un progetto voluto da loro, con una visione nuova, diversa. E per noi rappresenta un passo importante: è il segno che la tradizione continua, ma si rinnova, aprendosi alle nuove generazioni e al loro modo di vivere e interpretare il vino”.

In barca le bottiglie si abbinano a meraviglia persino con i colori dei tramonti

Vini diversi fra loro con un comun denominatore: perfetti per essere portati in barca. Magari in occasione di particolari eventi, come la Barcolana di cui Humar stata, con tutto il Consorzio dei vini friulani, “protagonista”. "Un'esperienza bellissima, trascorsa vivendo "in diretta" un appuntamento di assoluto valore, non solo per il territorio ma a livello internazionale. Uno di quegli eventi capaci di portare il mondo a Trieste, creando un legame unico tra mare, persone e cultura. Essere presenti insieme al Consorzio è stato motivo di orgoglio: è un’occasione importante per raccontare i nostri vini in un contesto dinamico, giovane e aperto, proprio come il pubblico che vive la Barcolana". Parola di una famiglia che alla passione per il vino ha sempre abbinato quella per l'acqua. "Soprattutto salata", come conclude sorridendo Natasa Humar, "quella su cui amiamo navigare in barca". In compagnia magari di qualche bottiglia da stappare al tramonto, con la luce del sole che si abbina perfettamente al biondo rosato del Pinot grigio....

pubblicato il 2 Aprile 2026 da | in Senza categoria | commenti: 0
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