Sabbia bollente? Contro i pesci
velenosi è una prima “medicina”
La sabbia bollente? Per chi in spiaggia ha dimenticato zoccoli o ciabatte e deve calpestarla (magari per un lungo tratto, per raggiungere l'acqua oppure il chiosco di bibite e gelati più vicino...) può rappresentare un fastidio non da poco se non addirittura un pericolo per la salute. Ma la stessa distesa di granellini bollenti può invece trasformarsi in un prezioso rimedio per combattere un pericolo rappresentato da sgradevoli “incontri ravvicinati” con un pesce velenoso. Già, perché le tossine iniettate nel corpo umano da molti degli abitanti del mare che sarebbe preferibile non incrociare mai durante una nuotata “sono termolabili e si inattivano con temperature superiori ai 40 gradi”, e immergere la parte colpita “in acqua molto calda o, appunto, sabbia bollente, per almeno 30 minuti”, può risultare un primo importante intervento di pronto soccorso.







































