Federico Serafini: "La vela non è solo uno sport,
indica le rotte per vivere e lavorare meglio"
La vela? Per molti è uno sport, una passione. Per altri sa essere molto di più. Per esempio per Federico Serafini, 21 anni e un futuro che promette un mare di grandi soddisfazioni al timone, che raccogliendo l'invito di mareonline.it a “raccontarsi” (chi fosse interessato a farlo può inviare una e mail a mareonline@mareonline.it) non ha avuto alcuna esitazione nell'affermare che per lui “la vela non è semplicemente uno sport", ma è "un modo di pensare e di vivere le sfide”, capace di formarlo “come atleta e come persona”, d'insegnargli “a gestire responsabilità, stress e lavoro di squadra”. Perché il mare, assicura “non ammette scorciatoie: richiede rispetto, preparazione e lucidità, qualità che cerco di portare anche fuori dall’ambito sportivo”. Ecco il racconto che ha scritto e inviato a mareonline. “Mi chiamo Federico Serafini, ho 21 anni e sono un velista professionista. Oggi ricopro il ruolo di tattico e comandante su Melagodo, un First 34.7 che negli ultimi anni si è affermato
come una delle realtà più competitive della vela d’altura in classe Orc a livello internazionale. Il mare fa parte della mia vita da sempre. Vado in barca da quando avevo tre anni e ho iniziato a praticare la vela a livello agonistico all’età di nove, muovendo i primi passi nella classe Optimist.
La vita in barca insegna la disciplina, il rispetto del lavoro proprio e degli altri ...
Sono cresciuto tra banchine, circoli velici e vacanze in barca a vela, in un ambiente che mi ha insegnato presto il valore della disciplina, del rispetto del mare e del lavoro quotidiano per migliorarsi. Dopo l’esperienza in Optimist, ho scelto di proseguire il mio percorso nelle classi giovanili più tecniche e formative. A 14 anni sono passato agli skiff, iniziando dal 29er, una barca che mi ha permesso di sviluppare in modo deciso la parte competitiva del mio carattere sportivo. In equipaggio fisso, attraverso anni di allenamenti intensi e regate su tutto il circuito nazionale, sono riuscito a raggiungere risultati di alto livello, culminati nel 6° posto nella ranking italiana 29er, su circa 80 equipaggi. Successivamente ho avuto un’esperienza nella classe olimpica 49er, allenandomi a stretto contatto con equipaggi di livello internazionale e partecipando al Campionato italiano.
... e più si sale di livello più s'impara a gestire la pressione puntando al massimo risultato
Un passaggio fondamentale che ha completato la mia formazione tecnica e atletica, insegnandomi la gestione della pressione e la ricerca della massima performance in contesti estremamente competitivi. Parallelamente al percorso nelle derive, ho iniziato molto presto a regatare anche sui cabinati. Negli anni, la vela d’altura è diventata il centro della mia attività sportiva. Su Melagodo ho trovato il contesto ideale per crescere come tattico e timoniere, assumendo progressivamente sempre più responsabilità in regata e nella gestione dell’equipaggio.
I risultati non hanno tardato ad arrivare. Nel 2020 arriva la vittoria alla Palermo-Montecarlo, una delle regate offshore più iconiche del Mediterraneo, lunga oltre 500 miglia. Nel 2022 Melagodo vince la 151 Miglia, una delle regate più partecipate d’Italia con oltre 250 barche al via. Il 2023 segna un punto di svolta: con un progetto sportivo ancora più strutturato, Melagodo conquista il Campionato italiano Assoluto d’Altura Orc, oltre a un 3° posto overall e 2° di classe alla Palermo–Montecarlo. Nel 2024 arriva la vittoria alla Loro Piana Giraglia, una delle regate più storiche e prestigiose d’Europa, mentre nel 2025 il team ottiene il 4° posto di categoria al Campionato europeo Orc, confermandosi stabilmente ai vertici del panorama internazionale.
Il ruolo di tattico e timoniere unisce visione strategica e rapidità nelle decisioni
In tutte queste esperienze ho sempre ricoperto il ruolo di tattico e timoniere, un ruolo che sento particolarmente mio perché unisce visione strategica, sensibilità marinaresca e capacità di prendere decisioni rapide in condizioni complesse. La vela d’altura, infatti, non è solo velocità: è lettura del vento, del mare, degli avversari e del proprio equipaggio. Per me la vela non è semplicemente uno sport. È un modo di pensare e di vivere le sfide. Sia durante le regate sia nei trasferimenti, ma anche nella preparazione a terra, questo ambiente mi ha formato come atleta e come persona, insegnandomi a gestire responsabilità, stress e lavoro di squadra. Il mare non ammette scorciatoie: richiede rispetto, preparazione e lucidità, qualità che cerco di portare anche fuori dall’ambito sportivo. Oggi continuo il mio percorso con l’obiettivo di crescere ancora, affrontare nuove sfide e raccontare questo mondo in modo autentico, avvicinando sempre più persone alla vela e ai suoi valori. Perché, alla fine, è proprio questo che mi ha fatto innamorare di questo sport fin da bambino: la possibilità di mettersi alla prova ogni giorno, spinti solo dal vento e dalla voglia di migliorarsi. Lo sguardo è ora rivolto al futuro prossimo: il 2026 sarà un anno particolarmente intenso, con un calendario ricco di appuntamenti di alto livello a bordo di Melagodo, che vedrà il team impegnato nelle principali regate del circuito Orc, compreso il Campionato del mondo Orc, uno degli obiettivi sportivi più importanti della stagione. Parallelamente, inizierà anche un nuovo percorso nel circuito italiano Mini 650, un passaggio graduale e ragionato verso la vela oceanica, affrontato con lo stesso approccio che ha caratterizzato finora la mia carriera: preparazione, crescita costante e attenzione ai dettagli. L’obiettivo a medio termine è costruire un progetto solido che porti alla partecipazione alla Mini Transat 2029, una delle sfide più iconiche e selettive della vela internazionale. Un traguardo che rappresenta non un punto di arrivo, ma una naturale evoluzione di un percorso iniziato molti anni fa, tra regate, sacrifici e passione per il mare.
Federico Serafini (articolo scritto per mareonline.it)






































