L'attraversata dell'oceano durata tremila anni: una storia fantastica tutta da leggere
Per attraversare in barca un'oceano possono bastare due giorni e mezzo, come accaduto al Destriero, gioiello della cantieristica nautica italiana, costruito da Fincantieri, che tra il 6 e il 9 agosto 1992 ha solcato a tutta velocità le acque dell'Atlantico percorrendo le 3.106 miglia nautiche da New York all'Inghilterra in 58 ore, a una media di 53,09 nodi. Per attraversare la sua storia, invece, occorre molto, ma davvero molto di più. Teodoro Lorenzo nel suo libro “Ondeggia, Oceano” ha attraversato la bellezza di tremila anni, qualcosa come 300 volte l'Odissea di Ulisse, incrociando vicende straordinarie, sprofondando in terribili paure, facendo affiorare autentici concentrati di meraviglia in un viaggio attraverso il rapporto tra l'uomo e l'oceano. “Nemico, risorsa, specchio dell'anima: l'oceano ha cambiato volto infinite volte nella storia dell'umanità”, si legge nella presentazione del saggio che sottolinea come dalle sue pagine emerga finalmente “la straordinaria trasformazione: dalla visione medievale del mare come anticamera dell'inferno, popolato di mostri, gorghi e presenze diaboliche, fino alla nascita di un intero genere letterario capace di catturare l'immaginazione di milioni di lettori”.
Perché il mare è assente nel giardino dell'Eden?
Il tutto narrato seguendo una “rotta letteraria” tanto rigorosa quanto affascinante, capace di attraversare teologia, storia, filosofia ed estetica e “salpando” da una constatazione sorprendente: il mare è assente dal Giardino dell'Eden. Un “ dettaglio, apparentemente marginale,” come si legge sempre nella sinossi, che "apre la porta a una riflessione profonda sulla paura ancestrale che l'oceano ha ispirato per secoli”, con l'autore capace di timonare la scrittura verso una straordinaria esplorazione, seguendo la scia di “popoli come i vichinghi e i baschi talmente coraggiosi da sfidare il terrore, i primi per la gloria delle razzie, i secondi per il silenzioso profitto della caccia alle balene e della pesca del merluzzo”. Mantenendo in entrambi i casi “i propri segreti gelosamente custoditi”.
Così l'oceano è passato da abisso da temere a teatro della storia
“Con l'età delle scoperte e la successiva ascesa dell'Inghilterra a potenza marittima globale, l'oceano smette di essere un abisso da temere e diventa il teatro della storia”, aggiunge la presentazione del saggio, con l'autore che “dedica pagine illuminanti alla trasformazione dell'identità inglese: da nazione di pastori a "figli del mare", grazie alla pirateria legalizzata della Corona, alla sconfitta dell'Invincibile Armada e a una geografia che rendeva il mare inevitabile. Ma il cuore pulsante del libro”, “anticipa” la presentazione, “è la domanda che ogni appassionato di letteratura dovrebbe porsi: come nasce la letteratura di mare? La risposta passa attraverso Edmund Burke e il concetto filosofico di "sublime", attraverso la rivoluzione romantica che trasforma la natura in specchio dell'anima, e attraverso capolavori come “La Ballata del vecchio marinaio di Coleridge”, Il racconto di Arthur Gordon Pym di Edgar Allan Poe e l'influenza di quest'ultimo su Jules Verne e Arthur Rimbaud”. Un saggio che chi ama il mare – pardon, l'oceano – non può non leggere. Anche perché si tratta di una lettura “rara”: accessibile senza essere superficiale, erudita senza essere pedante. Letteralmente imperdibile per chiunque abbia mai guardato l'orizzonte marino chiedendosi cosa si nascondesse oltre...











































