Il mare come non lo avete mai visto

Supernikka, non c'è due senza tre  nella Maxi Yacht Rolex Cup?

Non c'è il due senza il tre? Ad augurarsi che il proverbio si avveri è l'intero equipaggio del Vismara Mills 62 RC SuperNikka, scafo fra i grandi favoriti della Maxi Yacht Rolex Cup, in programma a Porto Cervo da lunedì 3 settembre fino a sabato 8, dopo ave ottenuto due successi , nel 2015 e 2017, in tre partecipazioni. Una speranza confortata dai risultati ottenuti nel Maxi Yacht Capri Trophy, con la vittoria nella classe Maxi RC, e nella 151 Miglia-Trofeo Cetilar chiusa al terzo posto, "antipasti" di quello che è considerato il "piatto forte" organizzato annualmente in Sardegna dallo Yacht Club Costa Smeralda. 

Veliero Ponap, il modello "liberato"  in un campo di prigionia inglese

Un vecchio capo pilota raccontava, un giorno, dei destini strani che legano gli uomini alle loro navi e di come quelle esistenze si trovino unite nella vita o nella morte. A volte le loro storie sopravvivono al tempo e alla polvere dell’oblio, come è stato per Runar Husell e il veliero Ponape. Runar Husell nasce nel 1915 nella cittadina di Vårdö, nell’arcipelago delle Isole Åland, fra la Svezia e la Finlandia. Come la maggior parte dei figli della sua isola, si è lasciato prendere dal mare molto giovane: cuoco a tredici anni su un piccolo veliero, poi steward, fuochista su una nave a vapore e infine gabbiere sui grandi velieri. Runar ha l’occhio per il bello e l’intelligenza per capirlo; quando s’imbarca per la prima volta sulla Ponape, verso l’Australia, ha solo vent’anni, ma fra lui e la nave scocca una sorta di colpo di fulmine: la nave possiede linee classiche e perfette, è veloce e agile sull’acqua. La vita a bordo è sempre durissima e il mare impietoso, ma i giovani marinai più dotati

pubblicato il 2 Settembre 2018 da | in | tag: campo di prigionia dell'isola di Man, isola di Man, Runar Husell, vapore Fenix, Winston Churchill | commenti: 0
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I colori più belli del mare e delle barche  spesso sono il bianco e il nero...

Carlo Borlenghi da Bellano (Lago di Como), 51 anni, fotografo. A dirla tutta, uno dei migliori fotografi al mondo di barche, mare, vele, regate, e col termine “migliori” si intende una pattuglia che non riempie le dita di due mani. Decidiamo di giocare a una intervista “fotografica”. Fatta di scatti rapidi, di attimi. Senza tante lungaggini. Fotogrammi di carriera. Non un film. A proposito. Ti occupi di immagini da una vita, non hai mai pensato di sperimentare il documentario, il cinema, il movimento? "Certo. Ci penso da anni.

Riviera ristorante per onnivori, cenare  in riva al mare ha un sapore magico

Beh certo, vuoi mettere una bella navigazione in mare aperto, dormire alla fonda e cenare in pozzetto senza alcun inquinamento luminoso, scoprendo quante stelle ci sono in cielo: indubbiamente affascinante. Ma Venezia è una emozione: arrivare navigando in laguna, costeggiando prima Pellestrina e poi cercare i canali, segnati da briccole e madame finché, sullo sfondo, appaiono il campanile di San Marco e l’inconfondibile Palazzo Ducale. E poi ormeggiare in città: una barca ha diverse scelte nell’Isola di Sant’Elena anche se tutte mosse, per così dire; dal 1950 c’è il Diporto Velico Veneziano, l’associazione sportiva che nella sua darsena offre ospitalità a un prezzo adeguato ai diportisti di passaggio: un po’ laborioso l’ormeggio sui pontili in cemento per tener conto della marea.

pubblicato il 24 Agosto 2018 da | in | tag: Collegio Morosini, Diporto Velico Veneziano, Marina di Sant’Elena | commenti: 2
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Genova l'esame controesodo vacanzieri  è superato. Ora l'attende la prova camion

Il porto di Genova ha superato la prima prova con il massimo dei voti, i timori per la viabilità ridotta conseguente la tragedia del Ponte Morandi sono stati esorcizzati e annullati dall’eccezionale capacità di reazione espressa dalla città e dalle sue istituzioni, dal Comune alla Regione, dall’Autorità di Sistema portuale alla Capitaneria di porto, che hanno reso possibile un controesodo sereno, ordinato, senza difficoltà e intoppi di sorta per le migliaia di passeggeri di ritorno dalle vacanze”. Ad annunciarlo è Achille Onorato, Ceo dell’omonimo gruppo armatoriale che controlla Moby e Tirrenia, e che ha seguito ora per ora, la prima temuta ondata di passeggeri al rientro dalle vacanze  su traghetti provenienti da Sardegna, Corsica e Sicilia e sbarcati sulle banchine genovesi in questi giorni.

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Traghetti per la Sardegna troppo cari:  "Revocate la concessione a Tirrenia"

"Il Governo revochi la concessione convenzione tra lo Stato e la Tirrenia". A chiederlo, attraverso  una petizione pubblica indirizzata al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, è l'ex presidente della Regione Sardegna Mauro Pili, oggi leader del movimento autonomista Unidos, che ha raccolto il 7 per cento dei consensi elettorali sull'isola all'ultima consultazione, che denuncia innanzitutto un grave problema di costi alle stelle, con Tirrenia, come si legge nella petizione, “che applica costi dei biglietti da e per la Sardegna che hanno raggiunto livelli scandalosi e che rendono l'isola sempre più inaccessibile a residenti, turisti, operatori economici”, e con l'esempio di “ un nucleo familiare, due adulti e due bambini, che nella tratta Genova-Olbia, andata e ritorno sono costretti a pagare oltre 1.000 euro".  

Osteria da Nicola, telline e moeche  sono una "fetta" di storia di Chioggia

In agosto uno degli sport preferiti dai diportisti dell’Adriatico è trasferirsi, più o meno in massa, sulle coste Croate: sentiamo così racconti di marine piene e costose o di calette talmente sconosciute da essere affollate che non sai dove poter buttare l’ancora. Da anni abbiamo scelto, in questo mese, di navigare lungo le coste italiane, godendoci marine poco affollate e le belle città a esse collegate. Chioggia, sulla via per Venezia, è sicuramente un buon approdo: città lagunare con una grande storia marinara e una ingente flotta  peschereccia, offre scorci carini e buon pesce.

Regata del Conero, il più fortunato parte  in barca e torna con un'auto nuova

Salpare in barca e tornare al volante di un'auto nuova fiammante appena vinta? È quello che succederà al più fortunato fra i partecipanti alla Regata del Conero, tradizionale regata su un percorso di circa 12 miglia lungo l'omonima riviera, che ogni anno richiama oltre 200 imbarcazioni da tutta Italia. La diciannovesima edizione della, organizzata dalla Marina Dorica di Ancona, si arricchisce infatti di tante novità, inclusi ricchi premi tra cui proprio un'automobile Kia Picanto, che verrà estratta a sorte tra tutti i partecipanti a termine della regata insieme a uno scooter Yamaha Tricity, a un bracciale tennis in brillanti Disitaly da uomo e tanti altri premi.

Palermo-Montecarlo, 53 scafi per un'impresa  quasi impossibile: battere Rambler 88

Cinquecento miglia di mare, quelle che separano Palermo dal Principato di Monaco, e un'impresa quasi impossibile da compiere: battere il grande favorito, Rambler 88, il maxi di George David, che nella ARC 2016 ha frantumato il record della regata attraversando l'Atlantico in 8 giorni, 6 ore, 29 minuti e 15 secondi, frutto non solo degli spunti prestazionali della barca costruita da New England Boatworks, ma anche del parterre de roi che ne costituisce l'equipaggio agli ordini di Brad Butterworth, già vincitore dell'America's Cup come skipper di Alinghi, e che vede a bordo campioni del calibro di Alberto Bolzan e Pablo Arrarte,

pubblicato il 20 Agosto 2018 da | in | commenti: 0
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Claudia Rossi, la medaglia al valore atletico  la spingerà sul podio del mondiale J/70?

Se a Claudia Rossi, giovane armatrice anconetana, che nel 2017 ha portato sul tetto d'Europa, per il secondo anno consecutivo, il suo J/70 Petite Terrible-Adria Ferries e che in questi giorni sta allenandosi in vista dell'appuntamento clou di stagione, il Campionato del Mondo J/70 di Marblehead, negli Stati Uniti, fosse mai occorso uno stimolo in più, eccolo servito: la medaglia di bronzo al valore atletico per i risultati sportivi ottenuti nella stagione 2017 che il Coni ha scelto di assegnarle, premiando la giovane armatrice anconetana per il ruolo di grande protagonista in numerosi eventi del panorama internazionale.

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Houseboat? In India si chiamano  Kettuvallam e navigano nel Kerala

Immaginate suggestive lagune con le spiagge bordate dagli alberi di cocco, montagne ricche di tè e spezie, undici parchi naturali, vergini foreste pluviali con esplosioni di fiori e frutti tropicali, migliaia di chilometri di acque interne navigabili e un patrimonio culturale che si allunga nel passato per migliaia di anni. Immaginate antichi templi e storiche vestigia in uno dei posti del pianeta con la maggiore biodiversità, con tigri, elefanti, migliaia di farfalle e uccelli, una cucina famosa in tutto il mondo per i suoi piatti vegetariani o a base di pesce e carne dai sapori unici.

Penelope, l'artista che dipinge sulle tele  portate direttamente dal mare

Scegliere di chiamarsi Penelope, vuol dire legare il proprio nome al mare e alle tele. Chissà se ci ha pensato Chiara Cocchi, artista bolognese tanto giovane quanto affermata, quando ha scelto di lanciarsi fra le onde del mondo dell’arte prendendo in prestito il nome della fedele moglie di Ulisse, uno al quale tempeste e bonacce hanno creato più di un problema, almeno a sentire Omero. La laurea in Interpretariato e traduzione all’Università di Bologna e quella all’Accademia delle Belle Arti, sempre di Bologna, permettono a Penelope di capire il mondo e di rappresentarlo dopo averlo reinterpretato. Il resto lo fanno la sensibilità, la creatività, l’ispirazione, ferri del mestiere di ogni artista. Sono questi gli strumenti che hanno aperto all'artista bolognese porte difficili da aprire. Come quelle dell’Hotel Danieli di Venezia,

pubblicato il 18 Agosto 2018 da | in | tag: Chiara Cocchi, Ringling Museum of arts, Rocchetta Mattei, The Italian Cultural Institute | commenti: 0
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