“Quella tracciata dal Salone nautico di Genova non è una rotta a senso unico: se da un lato l’industria nostrana si apre al mondo, dall’altro il mondo guarda all’Italia attraverso questa straordinaria finestra”. Ad affermarlo, facendo gli onori di casa alla cerimonia di inaugurazione della 66ª edizione dell'evento, è stato il presidente di Confindustria nautica, Piero Formenti, che ha voluto sottolineare il valore e la rilevanza internazionale di un appuntamento “di risonanza globale, che va oltre la sua funzione commerciale per rappresentare una vera e propria vetrina dell’Italia e delle sue eccellenze”. Una rilevanza planetaria ribadita anche da Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, che “ricevendo” il timone sul palco proprio dal presidente di Confindustria nautica ha definito questo settore “non solo un’eccellenza legata al mare, ma anche una delle espressioni più significative del Made in Italy.
Il Salone”, ha aggiunto, “significa tecnologia, competenza, genio creativo, innovazione, design e soprattutto passione. Non dobbiamo mai dimenticare la nostra grande passione per il mare e per questi oggetti, che esprimono la nostra creatività e il modo in cui noi italiani ci presentiamo al mondo attraverso il Made in Italy”. Una passione pronta a riaccendersi per sei giorni durante i quali i visitatori potranno “navigare” attraverso oltre 200mila metri quadrati di esposizione “incrociando” oltre 1.000 imbarcazioni, di cui 215 addirittura novità assolute. “Numeri che confermano come Genova stia ricostruendo il suo rapporto con il mare, attraverso una nuova visione del porto e dell’ambiente”, come ha affermato il sindaco della città della Lanterna, Silvia Salis, definendo il Salone nautico “un marchio distintivo di Genova nel mondo, di cui la città è orgogliosa”. Fra i primissimi visitatori a percorrere le banchine per ammirare le imbarcazioni in vetrina, un'ospite d'eccezione: la presidentessa del Consiglio Giorgia Meloni, protagonista de tagliato del nastro sulla terrazza del Padiglione Blu del Waterfront di Levante. Una presenza (la seconda dopo quella del 2023) a ribadire ulteriormente l’importanza di un settore che con i suoi 13 miliardi di fatturato e 170mila addetti ha un peso importantissimo nell’economia italiana e sulla quale è tornato a riaccendere i riflettori il salone di una città che per secoli, proprio “salpando” dal mare, è diventata una grande potenza commerciale e internazionale, tracciando rotte che hanno cambiato il mondo. Recitando un ruolo da protagonista assoluta che il Belpaese potrebbe riassicurarsi a patto che istituzioni e aziende facciano sistema, rafforzando la competitività sui mercati esteri e creando condizioni più favorevoli per gli investimenti, dall’energia all’innovazione. Temi caldissimi emersi fin dal primo confronto andato in scena , così come la necessità di “dedicare nuova attenzione alla piccola nautica e alla filiera dei fornitori, con richieste concrete su leasing, fiscalità e semplificazione normativa”. Con la speranza che anche la “nautica minore” possa navigare sulla cresta dell'onda, sulla scia della grande cantieristica protagonista di una grande crescita che ha portato il made in Italy nautico sempre più al centro dell'attenzione dei mercati mondiali.












































