Traversata atlantica? Un sogno che chiunque
può realizzare salendo a bordo di Sailwiz
Per compiere una traversata atlantica occorre essere un ottimo lupo di mare, capace di affrontare mesi di durissima preparazione fisica e mentale, di trascorrere un'infinità di tempo a preparare, controllare e ricontrollare la barca in ogni minimo dettaglio, pronto all'occorrenza ad affrontare settimane in solitudine? In molti casi sì. In molti altri non serve invece avere nessuna conoscenza di timoni, alberi e vele, non occorre trascorrere neppure un minuto per controllare la barca e men che meno per allenarsi psicologicamente alla vita in solitudine, ma semplicemente basta avere spirito d'avventura e voglia di immergersi in un'esperienza davvero unica. In altre parole, il “ritratto” di moltissimi appassionati che come sogno nel cassetto hanno proprio quello di solcare le onde dell'oceano circondati solo dall'azzurro dell'acqua e del cielo e che questo sogno possono realizzarlo semplicemente navigando nel mare di Internet per approdare su Sailwiz, l'unica piattaforma a proporre la traversata atlantica come esperienza prenotabile, offrendo l'opportunità di veleggiare dall'Europa ai Caraibi. Senza per forza compiere l'intera navigazione, visto che la “ modularità” dell'offerta prevede la suddivisione della rotta in tappe parziali (dalla Spagna alle Canarie, verso Capo Verde, fino a Martinica) permettendo così i scegliere anche un singolo segmento, in base al tempo disponibile. Un'occasione (offerta davvero a tutti senza che per salire a bordo sia richiesta la patente nautica o particolari capacità, grazie alla presenza di skipper professionisti) proposta dal brand spagnolo varato nel 2017 e cresciuto fino a raggiungere numeri straordinari, come quelli delle di 659 barche disponibili e dei 42 Paesi da scoprire sull'acqua o degli oltre 40mila utenti accomunati spessissimo da un particolare curioso:
Spessissimo si salpa da soli, ma per tornare "in equipaggio"
il desiderio di partire da soli. Salvo poi tornare, spesso, “in equipaggio”. Un mare di clienti pronti a salpare per esplorare le calette più remote delle Baleari, percorrere l'Arcipelago Toscano, oppure proprio per sfidare l'oceano aperto, facendo navigare a tutta forza lo slogan creato dai responsabili di Sailwiz,: “la piattaforma che ha democratizzato l'Atlantico”, scrivendo una storia di successo se si considera il raddoppio nelle prenotazioni del 2024 rispetto al 2023, destinato a un'analoga moltiplicazione del 100 per cento nel 2025 rispetto al 2024. “ Sono i numeri che raccontano la crescita in Italia di Sailwiz, la piattaforma che ha applicato la logica dell'economia collaborativa alla nautica da diporto, permettendo di prenotare un posto a bordo di una barca a vela, singolarmente, esattamente come si prenota un volo o una camera d'albergo”, sottolineano i responsabili della comunicazione,
C'era una volta la barca "privilegio per pochi"
parlando di un ecosistema che ha trasformato la barca da privilegio per pochi - o da rompicapo logistico per chi doveva riunire un gruppo - a un'esperienza alla portata di chiunque voglia navigare”. E, a proposito di esperienza, non potevano mancare le crociere esperienziali, “dove la navigazione si intreccia con attività specifiche. Come nel caso di Trekking & Sail, con la barca come campo base mobile per esplorare sentieri vulcanici nelle Eolie o nelle Canarie; come Vela & Yoga con sessioni di mindfulness al risveglio, con il suono del mare al posto dei tappeti sonori digitali. O come Sail & Wine, con rotte gastronomiche verso cantine raggiungibili solo via acqua”. Un ventaglio di proposte a cui si aggiunge la formazione, con i corsi Rya (Royal yachting association) offerti tramite la piattaforma e diventati uno standard per chi vuole ottenere certificazioni riconosciute a livello internazionale, trasformando una vacanza in mare in un investimento concreto sulle proprie competenze”.
I tatuaggi nelle traversate avevano un significato ben preciso
Formazione che qualcuno magari ha scelto prima di cimentarsi in una traversata oceanica durante la quale leggere, nelle pause di relax, anche un po' d'informazione sempre fornita a cura di Sailwiz. Svelando, per esempio, che “i tatuaggi nelle traversate atlantiche non era un vezzo estetico, ma un vero e proprio "curriculum vitae" inciso sul corpo. Nella tradizione della marina velica, i tatuaggi raccontavano infatti miglia e pericoli superati. Due erano i traguardi supremi che distinguevano i marinai dai "mozzi di banchina": il Veliero (solo chi aveva completato una traversata atlantica aveva il diritto di tatuarsi un maestoso veliero sul corpo, il segno del superamento del "Grande Blu") e le Vele Spiegate (il grado massimo di onore che veniva raggiunto solo dopo aver doppiato Capo Horn, l'estremità meridionale del Sud America, nota per le tempeste leggendarie. Solo allora il marinaio poteva aggiungere le vele spiegate al suo tatuaggio, a indicare che aveva affrontato e vinto i venti più feroci del pianeta). E senza tralasciare di raccontare anche che esistevano altri simboli codificati, come “l'ancora che indicava anche il grado di nostromo, colui che comanda i nocchieri, i marinai che si occupano delle manovre della nave, mentre la rondine veniva tatuata ogni 5.000 miglia nautiche percorse, poiché si credeva che, in caso di naufragio, le rondini avrebbero portato l'anima del marinaio in paradiso”.









































