Visite mediche per i lavoratori marittimi, il caso che affonda la credibilità di chi timona il Paese
Perché un lavoratore marittimo italiano che si trovi “in trasferta”sul territorio nazionale, magari lontanissimo da casa, e abbia bisogno urgente della visita medica biennale obbligatoria, indispensabile proprio per poter continuare a lavorare, non può - come potrebbe fare invece, per esempio, un conducente che debba rifare la visita medica per la patente - rivolgersi liberamente a qualsiasi struttura convenzionata? E perché la stessa possibilità viene invece consentita a un cittadino straniero che svolge la stessa identica attività di un“collega” italiano? Sono in molti, fra la “gente di mare” (dai comandanti, ufficiali e marinai ai macchinisti, dai cuochi e camerieri a chiunque altro lavoratore sia regolarmente imbarcato, che tradotto vuol dire decine di migliaia di persone) a porsi le stessa domanda che si è rivolto Nando Macrì, presidente di Super Captains Teams, associazione no-profit che rappresenta più di 330 comandanti...











































